Abbiamo due eccellenze, concentriamo il grosso delle risorse su di loro fulvio paloscia IL sovrintendente del Maggio Francesco Giambrone è infuriato: «Per lennesima volta il ministro Bondi dimentica che le punte deccellenza in Italia non sono solo la Scala e Santa Cecilia, ma anche tanti altri teatri e, in particolare, il Maggio Musicale Fiorentino. Qui si parla del teatro che organizza il più antico e prestigioso festival del nostro Paese, riconosciuto sia in Italia che a livello internazionale, e che rappresenta con la sua grande tradizione uno degli elementi fondamentali della storia del teatro musicale del Novecento». E lennesima giornata di scontro tra Firenze e il ministero della cultura. Prima lattacco alla tramvia, poi il no alla Loggia di Isozaki, adesso il ministro declassa il teatro di Zubin Mehta e di una delle orchestre più acclamate dEuropa, stimata da direttori del calibro di Muti, Abbado e Ozawa, impegnata in tournè in tutto il mondo. Ieri Bondi parlando del Fus, per il quale il governo ha annunciato tagli vistosi nei prossimi anni, ha delineato un nuovo scenario per le fondazioni lirico-sinfoniche: «Possibile che lo Stato debba ripianare sempre i loro debiti? Cambiamo sistema: nella musica abbiamo due punte di eccellenza, il teatro alla Scala di Milano e lorchestra sinfonica Santa Cecilia di Roma. Ebbene concentriamo il grosso delle risorse su di loro. Se poi altre importanti città dItalia vogliono un loro teatro dopera, allora il Comune o la Regione dimostrino il loro amore per il teatro, ne facciano un vanto per la loro città e facciano dunque uno sforzo conseguente, perché, secondo me, lo Stato potrà pure fare la sua parte, ma non è giusto che paghi sempre tutto». Come dire: al Maggio pensi il Comune. «Nessuno chiede che lintervento dello Stato serva a ripianare i debiti - replica Giambrone - ma è bene si sappia che i tagli gravissimi imposti al Fus ad attività già definita e in buona parte attuata, determineranno nuovi deficit e renderanno impossibile la sopravvivenza dei teatri italiani, penalizzando così non solo i tanti lavoratori del comparto, ma anche gli spettatori». Mentre Domenici ricorda a Bondi che da tempo gli enti locali, come le Regioni, sono impegnati a finanziare le fondazioni aprendo ai privati e agli sponsor. «Il ministro e questo Governo sono nemici della città - si sbilancia lassessore alla cultura Eugenio Giani - Comune e Regione offrono al Comunale cospicui contributi. Ricordo al ministro che molti musei fiorentini sono statali e le entrate dei biglietti non restano a Firenze. Per fortuna Rutelli ha fatto in tempo a finanziare la realizzazione del nuovo teatro». Furiosa anche lassessore allistruzione Daniela Lastri: «Sconcertante e vergognoso il comportamento di Bondi. Vuole mettere in discussione un pilastro di Firenze, un simbolo di questa città nel mondo. Io la interpreto come una dichiarazione di guerra alla città». «Bondi ha mai sentito parlare del Maggio e del Festival Pucciniano?» si chiede il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli. «Piuttosto si dia inizio al tavolo di discussione tra Governo e Comune» chiede Andrea Barducci, segretario metropolitano del Pd. In serata Bondi prova a correggere il tiro: «Ho solo sostenuto lurgenza di una riforma integrale del settore che veda lautonomia della Scala e di Santa Cecilia, e un impegno maggiore degli enti locali per tutte le altre fondazioni».