Il ministro potrebbe bloccare il passaggio nelle strade del centro La Lega Nord: "Siamo contenti, speriamo di evitare S.Vitale e Strada Maggiore" Ora il Civis rischia davvero di fermarsi prima di partire. Dopo il pressing di comitati anti-Civis, degli ambientalisti di Italia Nostra, degli attivisti dellAltrainformazione, delle lettere aperte dei deputati di Forza Italia e delle "gite" romane della Lega Nord, ieri il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ha risposto a chi vuole bloccare subito la strada al tram su gomma e ha chiesto "una relazione accurata" sul progetto della giunta Cofferati. «Siamo disponibili a dare qualunque informazione» è la risposta secca dellassessore Maurizio Zamboni. Anche se questo potrebbe essere il preludio dello stop ai cantieri che già da mesi hanno invaso la città. O lanticamera di una modifica del progetto, per escludere dal tracciato del tram il centro: via Ugo Bassi, via San Vitale e Strada Maggiore. «Ho parlato con Bondi questa mattina (ieri, ndr.) e mi è sembrato che da parte del ministero ci sia la disponibilità a discutere un cambiamento in corso dopera del percorso del tram, in modo che non tagli a metà la città» spiega il deputato di Forza Italia Giancarlo Mazzuca. Ieri pomeriggio, infatti, è arrivata la conferma da Roma: «Sandro Bondi chiede alla Soprintendente regionale Carla Di Francesco di presentargli unaccurata relazione sul Civis e sul suo impatto sulle strade del centro storico» ha fatto sapere il ministro. E più di un fulmine a ciel sereno, perché la stessa Di Francesco non ha mai nascosto le sue riserve sul passaggio del Civis nel centro di Bologna, fino a definire il progetto «più preoccupante di quello della tramvia di Firenze». «Esprimerò le mie perplessità - ha spiegato la Soprintendente - soprattutto in riferimento alla pavimentazione e alle banchine, poi ne discuteremo col Ministro». Un parallelo che non fa ben sperare lamministrazione comunale, visto che proprio Bondi ha di recente bloccato il tramvia fiorentino. Ed è proprio in questo che sperano i tanti comitati, associazioni e parlamentari Pdl anti-Civis. Una protesta che ha bussato fino alle porte di Roma. La svolta del Ministro Bondi arriva infatti dopo le sollecitazione del presidente della commissione ambiente della Camera Angelo Alessandri (Lega Nord) e dopo la lettera aperta inviata la scorsa settimana a Roma dallex direttore del Carlino Mazzuca insieme agli altri parlamentari del Pdl Fabio Garagnani e Massimo Palmizio. «Siamo contentissimi - esulta ora il segretario cittadino del Carroccio Manes Bernardini - e ora speriamo di riuscire a modificare il percorso in maniera da evitare il passaggio da via San Vitale, Via Ugo Bassi e Strada Maggiore». Ottimista anche il deputato di FI Garaganani, che ha presentato anche «diciotto pagine di denuncia su presunte irregolarità nel percorso di approvazione del progetto del Civis da parte del Cipe, visto che il percorso fu modificato dalla giunta Cofferati dopo lapprovazione di un tracciato diverso». I giochi non sono però ancora fatti. Bisognerà vedere infatti se sarà possibile modificare il percorso del tram a guida vincolata nonostante i tanti cantieri già avviati, con quali costi, e con quali eventuali penali. «I tecnici del ministero - assicura Bernardini, che nei mesi scorsi bussò anche alla porta del ministro dei trasporti Roberto Castelli - ci dissero che si poteva cambiare il percorso senza costi aggiuntivi e senza pagare penali». Intanto si preparano le carte bollate. «Se il Ministero cambia idea sul Civis, ne renderà conto ai cittadini e alla Corte dei Conti» aveva detto pochi giorni fa Zamboni.
BOLOGNA - Bondi vuole verificare il progetto Civis
Il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ha chiesto una relazione accurata sul progetto del tram Civis a seguito delle sollecitazioni di comitati e associazioni anti-Civis. Il progetto del tram, che passerà per il centro storico di Bologna, è stato oggetto di critiche e proteste, con alcune associazioni che chiedono di modificare il percorso per evitare di tagliare a metà la città. Il ministro ha anche espresso le sue perplessità sulla pavimentazione e sulle banchine del progetto. La Soprintendente regionale Carla Di Francesco ha espresso le sue riserve sul progetto, definendolo "preoccupante".
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