Il rischio di chiusura per il Pan non cè Il Comune lo finanzia ogni anno, nel 2008 la delibera è di 194 mila euro. Approvato il progetto di riqualificazione Il vero trend negativo non è nei luoghi darte comunali semmai in quelli statali Lì sì che la crisi causerà una contrazione degli orari Bisogna iniziare a fare i conti con il mercato La legislazione deve consentire lingresso agli sponsor ma va valutata la possibilità delle entrate Lallarme di Bonito Oliva Proteste per larte negata "Ma al Pan le sale sono vuote" I musei "sale della terra" non devono chiudere, sollecita Achille Bonito Oliva. Il direttore regionale dei Beni e le attività culturali Pio Baldi invita però a non rassegnarsi e anzi sottolinea una contro-tendenza: Baia sta per aprire e anche Calvi Risorta, per cui sono stati stanziati ben 4 milioni di euro. Ma il Correale è annunciato che chiude, e cè il dolore della famiglia Causa, in rappresentanza di tanti studiosi e appassionati darte per quello che, dice il soprintendente Spinosa, equivale «alla chiusura di unala di San Martino». Poi cè il Museo Filangieri: di riaprire non se ne parla proprio. E infine lallarme della direttrice del Pan, Julia Draganovic: non si chiude, ma non si riesce a programmare perché mancano i fondi. Le risponde tranquillizzandola lassessore Nicola Oddati: «Combatto, andiamo avanti. La fondazione si farà». Ieri "Repubblica" ha messo insieme tre crisi, quella del Pan con quella, cronica, del museo Filangieri e il lutto della sospensione di attività del Correale di Sorrento, «museo sconosciuto - si costerna Stefano Causa (suo padre, Raffaello, si occupò del riordinamento nel 53) - uno dei più belli dItalia, che contiene un Battistello Caracciolo, una Pietà di Andrea Vaccaro firmata, nature morte napoletane del '600 di importanza strepitosa, ritratti del '700, e cè soprattutto uno dei dipinti più singolari del XVII secolo europeo: il famoso "Gioco dellOca" di Francesco Celebrano, allinterno del quale cè una raffigurazione di Pierrot che dimostra la conoscenza da parte dellautore dei quadri di Watteau conservati al Louvre». Capolavori negati. Come tentare di evitarlo? Bonito Oliva auspica una «liberalizzazione delle sponsorizzazioni», ma anche «istituzioni sensibili con la volontà di risolvere una crisi che non si gestisce eliminando la nostra memoria culturale, senza capire che larte è il superfluo indispensabile». Diversi i pareri sulle difficoltà economiche del Pan. Per lassessore Velardi «i musei italiani devono cominciare a fare i conti seriamente col mercato: la legislazione deve consentire lingresso agli sponsor ma va valutata la possibilità delle entrate. Il Pan è un simpatico museo, ma a che serve? Qual è il suo target, a chi si rivolge?». I musei devono essere «luoghi di produzione e non da 2 novembre» anche per Michele Bonuomo, critico darte negli anni 80 a Napoli, ora direttore della rivista "Antiquariato" a Milano: «Troppa burocrazia uccide i musei. Se ci sono privati capaci di gestirli, glielo lascino fare. La Fondazione Beyeler di Basilea è un esempio: si paga, ma fa star bene i visitatori per unintera giornata». Ma cè chi trova il Pan necessario, al pari del Madre. Per il gallerista Alfonso Artiaco «un museo come il Pan deve avere strumenti per lavorare bene, diversamente non si capisce che sviluppo possa avere. È inconcepibile entrare e trovare le stanze vuote, cosa che accade sovente». Il direttore regionale dei Beni culturali Baldi non identifica nei tre casi da noi indicati «un vero trend negativo nei musei comunali, semmai in quelli statali: lì sì che la crisi causerà una contrazione degli orari. Ma quei tre esempi non fanno una tendenza». «Il rischio di chiusura per il Pan non cè», rassicura Oddati, che risponde anche per il Filangieri: «Il Comune lo finanzia ogni anno, nel 2008 la delibera è di 194 mila euro. Il progetto per la riqualificazione è stato approvato e ci sono procedure da rispettare. I fondi europei che arrivano al Madre sono più veloci? Quello del museo Filangieri non è un progetto culturale, ma una cosa più complessa. Per il Pan il discorso è diverso: il Madre riesce a programmare perché è da tempo fondazione. Credo che il Pan faccia comunque cose importanti a livello internazionale. Ho presentato alla Regione un progetto complessivo di attività per il Forum delle culture in cui rientrano alcune del Pan, come i tre Forum dei linguaggi dellarte contemporanea. Se sarà accolto avremo risorse aggiuntive a quelle del Comune. E se sarà costituita la fondazione, queste risorse saranno trasferite al Pan. Il razionamento del web tocca pure me e ho dovuto scrivere a un dirigente: "Come posso fare il Forum delle comunicazioni con unora sola di internet al giorno?"».