I Ds sfogliano la Margherita. Se la trattativa per la presidenza della Provincia è andata in porto con un buon succèsso del partito della Quercia, sono ancora tante le incognite che si celano tra petali e fronde delle due maggiori forze del centrosinistra. Una tensione in aumento, che il via libera a Zoggia non basta a cancellare. L'ultimo «schiaffo» è arrivato due giorni fa, con l'ok della commissione Cultura della Camera alla candidatura del banchiere veneziano Davide Croff al vertice della Biennale. I Ds hanno tenuto duro, criticando la scelta imposta dal ministro. Ma sono stati proprio gli alleati della Margherita in testa il sindaco Paolo Costa a spianare la strada a Croff. A Montecitorio la Margherita ha votato insieme a Forza Italia. Costa e il presidente del Veneto Galan hanno fatto squadra comune nel sostenere la proposta del ministro. Si dice che alla fine siano contenti tutti, Costa per avere un suo ex compagno di Università al vertice della prestigiosa fondazione culturale cittadina. Galan perché con ogni probabilità otterrà per un uomo a lui vicino la direzione generale. Il ministro, perché così avrà via libera nella riorganizzazione della Mostra del cinema su criteri a lui più congeniali. E i Ds? Pur essendo a Ca' Farsetti il principale alleato di Costa, sono rimasti ancora una volta con il cerino in mano. A sostenere una battaglia di principio. Più o meno la stessa cosa che succede sul fronte della salvaguardia, dove alle roboanti dichiarazioni di principio della Quercia l'amministrazione non fa quasi mai seguire atti concreti alternativi al governo. «Costa ha più peso con i miei ministri di quanto ne abbia io», ripete ridendo Giancarlo Galan, «forse è riuscito ad accreditarsi come anticomunista meglio di me, il che è tutto dire». Tensioni tra alleati che aumentano. E che hanno fatto dire alla segretaria provinciale Ds Delia Murer: «Non ci sono accordi per il Comune, è prematuro». Niente ipoteche su Costa o su un candidato della Margherita, insomma. Ma il dibattito è appena all'inizio, che dovrà attendere anche la conclusione del dibattito nazionale sui doppi incarichi di sindaci e parlamentari.