Congelata la discussione in Consiglio, salta il vertice con Soru La maggioranza è ancora in cerca di un accordo sulla legge urbanistica in Consiglio regionale. Salta il vertice con il governatore Soru. Sul tavolo del gruppo tecnico arrivano i primi emendamenti, ma il dibattito sulla legge urbanistica finisce in freezer perché la maggioranza cerca un accordo che ancora non c'è. Il Pd fa fatica a trovare una linea univoca, il Prc fissa paletti chiari e tondi, i socialisti scendono dall'Aventino ma rilanciano le loro critiche. Slitta il Consiglio (aggiornato a oggi e con ottime probabilità di un nuovo rinvio) e salta il vertice di maggioranza con Soru. "Impegni personali del presidente", la motivazione ufficiale, anche se è evidente la necessità di dilatare i tempi per una linea di convergenza in maggioranza. «Non ci sono grandi polemiche », sottolinea Luciano Uras, capogruppo di Rifondazione. «È solo un problema di articolazione di una materia complessa che riguarda la pianificazione e il futuro della Sardegna ». Tra i nodi da sciogliere ci sono la titolarità della pianificazione in capo al Consiglio regionale, la fascia di tutela dei 300 metri dalle coste, la libera fruizione dei litorali, il piano di risanamento delle aree abusive, lo sportello unico per la pianificazione (col silenzioassenso). IN AULA. Il dibattito in aula con tutta probabilità si fermerà ancora dopo lo stop chiesto ieri mattina dal capogruppo del Pd Antonio Biancu, per definire gli emendamenti ma chiaramente per guadagnare un po' di tempo davanti ai maldipancia in maggioranza. Oggi (il dibattito è fissato per le 10) in calendario ci sono gli interventi dei capigruppo e della Giunta prima del voto per il passaggio agli articoli, ma una conferenza dei leader di ogni gruppo dovrebbe portare in fretta a un nuovo rinvio. D'altronde accordo in maggioranza e emendamenti dovranno essere nero su bianco prima della conclusione della discussione generale della legge urbanistica. Ieri mattina intanto il presidente della Quarta Commissione Stefano Pinna ha difeso l'impianto della legge: «Il livello regionale, in virtù di una responsabilità costituzionale, non può esimersi dal dare indirizzi». Da qui «il criterio della verifica di coerenza dei Piani urbanistici comunali da parte della Regione». SOCIALISTI DI TRAVERSO. Sempre durante il dibattito i socialisti hanno fatto sapere che sono disposti a partecipare a tutti gli incontri di maggioranza, «ma a patto che si superino gli ampi motivi di criticità ». Pierangelo Masia sostiene che «è esagerato vincolare lo sviluppo dei centri urbani con un sistema di accentramento delle decisioni in capo alla Giunta e al suo presidente». Per il consigliere socialista «c'è un eccessivo numero di livelli di pianificazione territoriale e in molti comuni non si è riusciti a sbloccare le situazioni di stallo». Non manca il lato positivo: «Le riunioni tecniche di maggioranza stanno comunque facendo emergere correttivi al testo». ALTOLÀ DEL PRC. Il segretario regionale di Rifondazione Michele Piras avverte tutto il centrosinistra che «sono irricevibili eventuali passi indietro su aspetti che rappresentano l'essenza stessa di una buona legge urbanistica », come «la fascia di tutela integrale dei trecento metri e i poteri del Consiglio regionale in materia di pianificazione territoriale». LE CRITICHE DEL PDL. Dai banchi del centrodestra, invece, Nicola Rassu se la prende con una «legge antiautonomistica» Per il rappresentante di Forza Italia «l'ottanta per cento degli interventi di maggioranza e opposizione fa emergere chiaramente che questo documento urbanistico limita e umilia il ruolo degli enti locali ».