Non esiste unarte del paesaggio. Manca una disciplina specifica, il cui statuto teorico e metodologico permetta di progettare ciò che ci circonda. E questo lesito cui sono giunte le 11 ricerche attivate dalla quarta edizione biennale del Festival dellArchitettura, che sinaugura sabato mattina alle il al Chiostro dellOspedale Vecchio a Parma dedicata al tema del «Pubblico Paesaggio», il festival propone fino al 9 novembre un interessante calendario di conferenze, incontri, seminari ed esposizioni, a ingresso gratuito. Non solo nella nostra città, dove sono in programma al Chiostro dellOspedale Vecchio e alla Chiesa di San Ludovico quattro mostre accompagnate da eventi sul tema, ma anche a Reggio Emilia e Modena. «Il Festival - ha spiegato il direttore Carlo Quintali durante la presentazione - è lunico in Italia a ragionare sul doppio binario della ricerca e della divulgazione, ma anche lunico a formula policentrica, mettendo assieme tre realtà territoriali che hanno potenzialità comuni». In fondo, «il sistema dei territori limitrofi lungo la via Emilia, asse socio-culturale e antropologico, prima ancora che infrastrutturale, è lambito di sviluppo della manifestazione dice lassessore comunale alla Cultura Lorenzo Lasagna - e Parma lo sostiene assolutamente, senza far valere diritti di primogenitura o protagonismi territoriali». Daccordo, anche lassessore provinciale alla Programmazione e pianificazione territoriale Ugo Danni: «Ci si sta interrogando sullopportunità di allargare larea di riferimento del Piano Territoriale Regionale oltrei confini provinciali, valorizzando lasse storico dellavia Emilia. In questo senso, il Festival dellarchitettura, che da tempo lavora sul recupero dellantica strada consolare, conferma di non essere solo una discussione accademica, ma anche loccasione di un confronto politico sulla valorizzazione degli aspetti architettonici, urbanistici, territoriali e culturali del paesaggio». Proprio sulle implicazioni «alte» dellambiente si gioca la partnership dellassessorato alla Cultura del Comune: «Il paesaggio è il punto dincontro dinamico ed evolutivo della natura e dellintervento antropico - aggiunge Lasagna - e luomo, nel modificare lambiente, lascia sempre unimpronta culturale». Per questo, è importante porsi domande più ampie nel dare forma ai luoghi della vita, sottolinea lassessore comunale alle politiche urbanistiche ededilizie Francesco Manfredi: «Fare urbanistica oggi non significa più solo progettare lo sviluppo del costruito, ma immaginare e disegnare paesaggi. Il punto di osservazione si sposta dalla città al territorio nella sua totalità». Il Festival, prodotto dal Centro Studi Città Emilia con il Dipartimento di Ingegneria civile, dellambiente, delterritorio e architettura dellUniversità di Parma, è organizzato con il supporto della Regione Emilia-Romagna, il Ministero per i Beni e le attività culturali, i Comuni, le Province, le Camere di Commercio, gli Ordini degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori e le associazioni dei costruttori edili delle tre città coinvolte, in collaborazione con lArchivio di Stato e quello Storico comunale di Parma e Solares Fondazione delle Arti, e il contributo tecnico di - Coopsette, Tecnopali, Ing Real Estate. Dopodomani, in occasione dellinaugurazione, il nostro giornale dedicherà un inserto speciale al Festival con il programma dettagliato degli eventi. Per informazioni: tel. 0521-905929, wwwfestivaiarchitettura-it, email: infofestivalarchitettura.it
PARMA - Progettare Il paesaggio: la sfida del Festival dellarchitettura
Il Festival dellArchitettura di Parma, in collaborazione con Reggio Emilia e Modena, propone un calendario di conferenze, incontri, seminari ed esposizioni fino al 9 novembre. Il tema del Pubblico Paesaggio è stato scelto per la quarta edizione biennale. Il festival è unico in Italia per la sua formula policentrica e per la sua capacità di ragionare sul doppio binario della ricerca e della divulgazione. Il sistema dei territori limitrofi lungo la via Emilia è stato lambito di sviluppo della manifestazione. Il Festival conferma di non essere solo una discussione accademica, ma anche un confronto politico sulla valorizzazione degli aspetti architettonici, urbanistici, territoriali e culturali del paesaggio.
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Bene culturale
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