Scendono in campo anche i commercianti del Tridente: «Ci siamo pure noi, pronti a finanziare la battaglia» Protagonisti il sindaco, lo scienziato, Italia Nostra, un esposto in Procura e un testamento originale, che rispunta dopo oltre quattro secoli... E a due settimane dallannunciata chiusura, sul San Giacomo, in particolare da ieri, si disegnano ipotetici scenari che potrebbero (vorrebbero) cambiare le carte in tavola. O almeno questa è la speranza di quanti si sono opposti alla decisione di chiudere lantico ospedale, presa con delibera dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e condivisa dal governo in carica e dal ministro per il Welfare Maurizio Sacconi. «Stamattina alle 9,30 - ha annunciato ieri il presidente della sezione romana Carlo Ripa di Meana - Italia Nostra ha presentato in Procura un esposto contro la chiusura e contro lo smembramento dei suoi servizi di eccellenza». La battaglia si fa dunque (anche) legale: tra contabilità e concessioni, ma ieri nella sede dellassociazione in via dei Gracchi si è molto parlato anche dei documenti testamentari originali del cardinal Salviati, antico proprietario che donò lospedale di via del Corso (presenti le sue discendenti). Il latino notarile non aiuta (deve essere ancora tradotto) ma grazie alle ricerche condotte nellArchivio di Stato da Francesca De Castro anche su successivi documenti, vincolo duso e inalienabilità del bene sembrano ormai indubbi. Si tratta ora di capirne la validità giuridica dopo 400 anni (e Italia Nostra sta coinvolgendo superconsulenti, tra i quali un consigliere di Stato). E sul tema del testamento «Non mi sembra proprio il caso di scomodare Indiana Jones» aveva detto in merito il governatore Marrazzo - ieri è intervenuto anche il sindaco Alemanno, con una certa qual cautela: «Bisogna vedere dal punto di vista legale il significato e la portata del testamento di Antonio Maria Salviati che alla fine del XVI secolo fece costruire lospedale». E ieri da Italia Nostra era presente anche limmunologo Fernando Aiuti, presidente della commissione Politiche sanitarie del Comune. Che ha duramente attaccato Marrazzo e senza mezzi termini: «Si è preso una grandissima responsabilità, gravissimo far chiudere un centro di eccellenza come il San Giacomo, al secondo posto dopo il San Filippo Neri, secondo parametri di qualità divulgati proprio dalla Regione, in campo cardiologico». E la polemica si è dunque spostata sui 300 codici rossi annui, «quelli per cui i minuti sono questione di vita o di morte», è stato ricordato, «e che non potranno certo essere curati nel poliambulatorio di cui si ciancia tanto e che sarà poco più di una farmacia, utile per codici bianchi o al massimo verdi», come detto da Ripa di Meana. E pro San Giacomo, pur consapevoli dei tempi stretti, ieri sono scesi in campo anche i commercianti dellAssociazione Tridente: «Siamo pronti a finanziare la battaglia».