«NON VORREI sempre buttarla in... letteratura. Ma, come scrisse Voltaire, occorre saper coltivare il proprio giardino. Ecco, io credo che Bondi stia facendo questo». Alain Elkann di mestiere fa lo scrittore (è uscito in questi giorni il suo nuovo romanzo, Lequivoco) ed è uno dei consiglieri del ministro dei Beni culturali. Il quale, a fronte di una cronica mancanza di soldi, si è posto un problema di non poco conto: come fare a trovarli? Una soluzione è chiedere un contributo agli amici di altri Paesi desiderosi di organizzare eventi di vario genere e tipo con tesori italiani. Musica per le orecchie di Elkann. Che ci dice: «Come presidente del Museo Egizio di Torino ho firmato un contratto con esponenti del mondo culturale giapponese che, nel biennio 2009-2010 esporranno 150 pezzi in cinque delle loro città. Bene: ci daranno 600mila dollari e gireranno un documentario su Torino che andrà in onda in tv. Ecco, a parte la mia soddisfazione personale, posso dire che questa è una complessa operazione culturale ed economica al passo con i tempi». In sostanza, la filosofia che regna ai Beni culturali pare essere la seguente: valorizzare, valorizzare, valorizzare. «E non solo - continua Elkann -. Per farmi capire meglio farò un esempio, semplice semplice: è meglio tenere sfitto un palazzo o affittarlo? La seconda ipotesi mi pare la più consona. Ma non per guadagnarci, ma perché con il denaro si può cercare di migliorare la condizione dellimmobile. Si può restaurarlo. Bondi deve sì preservare il nostro patrimonio. Deve sì evitare sprechi. Ma deve, e questa mi pare sia la sua idea fissa, portare musei e cultura al passo con i tempi. Per questo è alla ricerca continua di soluzioni». DUNQUE, il lavoro va avanti. Con un ministro, Bondi, che dice: «Arriveranno fondi privati». Perché - aggiunge - è vero che le risorse sono poche. Ma quando si ha unidea, un progetto, i soldi arrivano».