«La piroga di Lodi è un clamoroso falso? Va bene. Domenica alle 17, nel centro di Visite del Parco a Castiglione d'Adda, dove si trova, la taglieremo a pezzi e poi li metteremo all'asta. Di quello che avanzerà faremo un bel falò». Reagisce così Attilio Dadda, presidente del Parco Adda Sud, alla risposta che il sottosegretario al ministero dei Beni Culturali, Nicola Bo-no, ha dato martedì in Parlamento ad un'interrogazione di Sandro Delmastro Delle Vedove (An), che chiedeva chiarimenti sulla vicenda della piroga. Per Bono, l'imbarcazione ritrovata sulle rive dell'Adda ai primi di maggio è un autentico «bidone»: a suo dire la Soprintendenza ai Beni Archeologici dì Milano ha stabilito che non risale all' età del bronzo, ma che è un semplice pezzo di castagno lavorato. A rincarare la dose ci si è messo anche Delmastro, che ha definito la vicenda di Lodi «un maldestro tentativo di organizzare una truffa». Secondo Dadda, invece, Bono non ha alcun elemento per fare queste affermazioni, «perché i risultati delle analisi sulla piroga non stati ancora resi noti». Inoltre, una relazione del Nucleo Archeologico Subacqueo di Venezia l'ha definita «una piroga (e non un pezzo di legno) di notevole interesse storico e artistico. A qualunque epoca appartenga è un reperto da salvare dice Dadda ma Bono e Delmastro la pensano diversamente. Li accontentiamo e domenica la elimineremo». Possibilità di cambiare idea? «Solo se riceveremo una lettera di scuse dal sottosegretario». Salvata dalle acque, ora la piroga rischia dunque il rogo.