CARLOFORTE. Sotto il Pulpito, c'è una casa abusiva che dovrebbe essere demolita. È la reiterata richiesta delle associazioni ambientaliste Amici della Terra e Gruppo di intervento giuridico, che con Stefano Deliperi sono ritornati sull'argomento. Gli ecologisti, prendono di mira una residenza stagionale (definita «seconda casa»), realizzata negli anni Novanta, non distante dal mare ed in una località di interesse geologico ed ambientale, come testimoniato dal conosciuto «fungo di pietra», che si trova a non molta distanza dall'abitazione. La villetta è stata oggetto di esposti delle associazioni e il Comune di Carloforte, un decennio fa, a seguito di accertamenti, ordinò una demolizione con ripristino ambientale perchè era stato rilevato «il mancato nulla osta paesaggistico», necessario prima di costruire. A seguito di un ricorso al Tar sulla demolizione, era stato tutto bloccato ma Deliperi e le associazioni ecologiste sostengono che «tale ricorso non è più valido» e si chiedono (riservandosi di farlo anche a Comune e magistratura competente) per quali motivi «non è stata eseguita la demolizione coattiva degli abusi accertati ed il ripristino ambientale». Insomma per gli ambientalisti «un caso emblematico sul fenomeno dell'abusivismo edilizio, segno del degrado del patrimonio ambientale e paesaggistico delle coste regionali.
Carloforte. Segnalato un presunto abuso. Gli ecologisti accusano: Sotto il Pulpito una casa che deve essere demolita.
CARLOFORTE. Sotto il Pulpito, c'è una casa abusiva che dovrebbe essere demolita. È la reiterata richiesta delle associazioni ambientaliste Amici della Terra e Gruppo di intervento giuridico, che con Stefano Deliperi sono ritornati sull'argomento. Gli ecologisti, prendono di mira una residenza stagionale (definita seconda casa), realizzata negli anni Novanta, non distante dal mare ed in una località di interesse geologico ed ambientale, come testimoniato dal conosciuto fungo di pietra, che si trova a non molta distanza dall'abitazione. La villetta è stata oggetto di esposti delle associazioni e il Comune di Carloforte, un decennio fa, a seguito di accertamenti, ordinò una demolizione con ripristino ambientale perchè era stato rilevato il mancato nulla osta paesaggistico, necessario prima di costruire. A seguito di un ricorso al Tar sulla demolizione, era stato tutto bloccato ma Deliperi e le associazioni ecologiste sostengono che tale ricorso non è più valido e si chiedono (riservandosi di farlo anche a Comune e magistratura competente) per quali motivi non è stata eseguita la demolizione coattiva degli abusi accertati ed il ripristino ambientale. Insomma per gli ambientalisti un caso emblematico sul fenomeno dell'abusivismo edilizio, segno del degrado del patrimonio ambientale e paesaggistico delle coste regionali.
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