Il consiglio di vigilanza: vorremmo che si avesse il coraggio di dire cosa sintende fare concretamente... Lente locale versa 200 mila euro, una cifra insufficiente per la sopravvivenza del museo: ci vogliono risorse autonome Chiuso da circa dieci anni, ma il sito del Comune lo segnala aperto e perfino visitabile Musei affidati a enti locali: non si può dire la formula vincente. Il caso del Museo Correale di Sorrento non è il solo. Cè anche il Museo Filangieri, che non è chiuso da ora e per il quale non si intravede alcuna prospettiva di riapertura. Per entrambi il soprintendente Nicola Spinosa non nasconde amarezza: «Penso che la Regione Campania, che ha puntato tutto sul Madre, dovrebbe recuperare anche questi altri musei. Il Correale è lunico che fa di Sorrento una città non solo di consumo turistico e di massa, e così anche il Filangieri». Sfiducia al Comune, insomma, mentre la Regione può e dovrebbe. Spinosa, e come lui tanti, teme che nella spartizione dei musei tra Stato ed enti locali, sinciampi in qualche brutto incidente di percorso. Il sito del Comune di Napoli segnala il museo di via Duomo come aperto, e descrive le sale con il contenuto come se tutti potessero vederle. Invece il museo Filangieri, nato nel 1888, è chiuso da quasi dieci anni. Dopo la levata di scudi dei custodi nella scorsa estate, e i ripetuti appelli dellattuale direttore, Gianpaolo Leonetti, è intervenuto con una lettera alla Iervolino e a Bassolino anche Riccardo Imperiali, del Consiglio di vigilanza del museo. «Nellinteresse di Napoli e delle sue scarne risorse economiche - scrive lavvocato - vorrei si avesse il coraggio di dire cosa sintende fare per il Museo Filangieri». Eventuali decisioni non spettano né al direttore né ai componenti del consiglio di vigilanza. Questultimo, composto dal sindaco, dal Soprintendente e da un parente prossimo del fondatore, nomina il direttore e governa il museo. «Il Comune - scrive Imperiali - versa come da Statuto 200 mila euro, insufficienti a garantire la sopravvivenza del museo che dovrebbe comunque provvedere con risorse autonome». Comunque il contributo previsto non arriva al Filangieri dal 2006. Fortunatamente i beni contenuti dal museo, come quelli del Correale di Sorrento, secondo lo statuto non possono essere distratti o alienati, né dati in pegno né in garanzia. Ma il palazzo presto potrebbe non avere più i requisiti per contenere la collezione. Viene riassunta la situazione: prima di Leonetti cera un progetto finanziato per un milione di euro allinterno dei Grandi Attrattori nel Pit-Por 2000-2006 della Regione. Con un intervento del sindaco e degli assessori Furfaro e Lepore i fondi per la ristrutturazione del museo furono raddoppiati. A novembre 2006 si attendeva solo la gara dappalto: il progetto integrato, degli architetti Lo Gatto e Mangoni avevano lok di Soprintendenza e giunta comunale. Ma il bando di gara non fu approntato, e a dicembre la Campania revocò il finanziamento. Allinizio del 2007 lassessorato alla Cultura della Regione fu inserito con priorità nel parco progetti regionali: se aveva passato il turno, poteva rientrare nel Pit-Por 2007-2013. Ma nel 2008 del Filangieri si torna a tacere: il progetto, informa il consiglio di vigilanza, è anche cantierabile, quindi può partire subito. Viene invece sorpassato ancora da progetti senza il progetto esecutivo. Che cosa può accadere? Tutti tacciono sulle intenzioni dellente locale. Per forza, lo statuto prevede che in mancanza di requisiti richiesti, i beni tornerebbero agli eredi e il museo verrebbe definitivamente chiuso. (s. cer.)
NAPOLI -Lappello del soprintendente Nicola Spinosa "Recuperiamo il Filangieri non puntiamo solo sul Madre"
Il Museo Filangieri di Napoli è chiuso da quasi dieci anni e il Comune di Napoli versa 200 mila euro ogni anno, cifra insufficiente per la sopravvivenza del museo. Il direttore, Gianpaolo Leonetti, ha inviato una lettera al Consiglio di vigilanza del museo chiedendo di sapere cosa intendano fare per il museo. Il Consiglio di vigilanza, composto dal sindaco, dal Soprintendente e da un parente prossimo del fondatore, ha nominato il direttore e governa il museo. Il Comune versa 200 mila euro ogni anno, ma il progetto di ristrutturazione del museo è stato finanziato con fondi regionali nel 2006, ma il finanziamento è stato revocato.
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