Il progetto curato dal figlio. Linaugurazione sabato in via Generale Dalla Chiesa Sta per essere ultimato anche lo spazio verde di piazza Fonderia firmato da Pirajno Che storia difficile quella tra Palermo e i giardini. Nella città sempre più cementificata, la realizzazione di uno spazio verde si trasforma in un fatto speciale: e così linaugurazione del giardino dedicato a Giusto Monaco, filologo e studioso del teatro antico (alle 16 di sabato 18 novembre, in via Carlo Alberto dalla Chiesa), realizzato dal figlio, larchitetto Iano Monaco, diviene unoccasione di festa e di riflessione. Un altro giardino, questa volta in progress, che verrà terminato entro un paio di mesi, è quello che sta realizzando Rosanna Pirajno a Piazza Fonderia: un piccolo agrumeto vista mare, per uno spazio da riqualificare nel cuore più antico della città. Rapporto complesso, si diceva, ma in realtà il verde urbano era previsto anche dal piano regolatore, che aveva individuato nella zona di Danisinni, in particolare, la realizzazione di unampia zona di verde: alcuni anni fa lassociazione Salvare Palermo realizzò un concorso per la progettazione, coinvolgendo alcuni giovani architetti dellUniversità, e i progetti furono donati al Comune che però non ne fece niente. Vista la penuria di spazia anche la definizione di giardino è abbastanza ampia, quindi anche una striscia di prato con qualche gioco per i più piccoli - come ad esempio quella di via Praga - viene sontuosamente indicata come giardino. Il più recente, in ordine di tempo, è quello di Italo Rota al Foro Italico; andando più indietro nel tempo cè il "Verde Terrasi" ora giardino dedicato alla memoria del giudice Gaetano Costa, poi il Giardino dellAlloro, quello della Concordia a Pallavicino e quello mai realizzato - cè solo una targa che lo annuncia da anni, piantata in un cumulo di detriti, e che suona un po ironica - per il "Giardino della Civiltà" allo Zen 2. «Per il giardino dedicato a mio padre Giusto - dice Iano Monaco - ho voluto al centro una grande radice, e poi ho selezionato assieme a Ninni Picone e Giancarlo Sammartano, allievi prediletti di mio padre, ventidue testi incisi su targhe metalliche che punteggiano il giardino, per leggere durante una passeggiata i versi di Eschilo, Saffo, Euripide, Omero, Sofocle». In occasione dellinaugurazione, Aglaia Mora e Vincenzo Pirrotta, allievi della Scuola di teatro dellInda - altra splendida "invenzione" di Giusto Monaco, purtroppo chiusa - reciteranno alcuni brani classici. Un piccolo libretto con unopera di Guccione - lultimo manifesto per le rappresentazioni classiche nel 1994, anno della scomparsa dello studioso - è stato fatto stampare dalla famiglia di Giusto Monaco, e raccoglie fotografie e i testi delle poesie scelte. Aggiunge larchitetto Monaco: «Il giardino era in realtà preesistente, mi sono limitato ad alcuni aggiustamenti, ispirati al giardino dedicato a Leo Longanesi; mi piace che questo frammento di verde sia vicino al Liceo Garibaldi, dove mio padre aveva insegnato, e spero che in qualche modo questo luogo di memoria e affetto possa diventare un posto gradevole dove passeggiare, leggere un libro, incontrarsi e magari, perché no? parlare di teatro». A Piazza Fonderia lavora larchitetto Rosanna Piarajno, che sistemato il lungo e antico muro che segna un lato del quadrilatero della piazza, sta adesso lavorando alla scelta delle piante che correderanno il giardino. Racconta Rosanna Pirajno: «Ho pensato a piantare agrumi, arance e tamarindi, mi piace lidea degli alberi, però non troppo alti, in modo che si possa vedere il mare. Poi ci saranno erbe aromatiche, macchie di colore realizzate con i fiori. Spero che questo luogo venga vissuto ma soprattutto amato. La cultura del verde, in questa città, è davvero poco conosciuta, mentre sarebbe necessario diffonderla. Un modo semplice ed efficace? Gli orti didattici, piccoli spazi verdi nelle scuole dove piantare semi e veder crescere le piante. Per i ragazzi, una soddisfazione e un insegnamento importante».