Lintervista Bob Leonardi si insedia a capo della Programmazione e fa il punto sulla certificazione della spesa Gli interventi saranno riuniti in una decina di grandi progetti punteremo su turismo e infrastrutture Questi soldi dovevano servire allo sviluppo del Sud ma non è stato così, troppa burocrazia e pochi capitali privati -------------------------------------------------------------------------------- «La situazione è difficile, questo è fuor di dubbio. Anche peggiore del previsto». Lo dice così, con il sorriso sulle labbra, sistemandosi sul naso gli occhiali rossi da accademico chic. Robert «Bob» Leonardi non si nasconde, nel suo primo giorno a Palermo. Il docente italo americano della London school of economics chiamato da Lombardo a sovrintendere allimpiego dei fondi europei, ha appena incontrato lassessore al Bilancio e il ragioniere generale della Regione a Palazzo dOrleans. Leonardi ha deciso subito di formare gruppi di lavoro con i burocrati responsabili delle singole misure. Intanto, insieme a uno staff ristretto di docenti della Lse che laccompagneranno in questa prima parte della sua avventura siciliana - Anna Chimenti, Simona Milio e Jacopo Signorile - ha dato un primo sguardo alle carte. Scoprendo che la somma che la Sicilia rischia di perdere a fine dicembre, quando scadrà il termine per la certificazione della spesa del Por, è persino maggiore del miliardo di cui si è parlato sinora. Un miliardo e mezzo? Un altro sorriso: «Di più. Ma ne darò comunicazione formale nei prossimi giorni». Professor Leonardi, ma chi glielha fatto fare? «Lombardo, semplice. Abbiamo parlato e mi ha convinto. E sono straordinariamente motivato. Vede, in fondo questa esperienza mi offre una grande opportunità». Una sfida. «Esco dal mio ufficio a Londra e vengo qui per cercare di governare una bestia difficile, di incidere sulleconomia reale di questa terra». Proprio questo il punto: cercare di rendere "visibile" la spesa dei fondi strutturali: Agenda 2000 ha riversato sullIsola sette miliardi di euro (i pagamenti effettuati al 31 agosto) ma gli indici di occupazione e di sviluppo non sono migliorati. «Il motivo principale per cui sono stati creati i fondi strutturali, nel lontano 1988, era quello di aiutare la trasformazione socio economica delle regioni più arretrate. Ciò non è avvenuto». Perché? «Si è puntato troppo sulla mera spesa dei fondi pubblici, senza un coinvolgimento del capitale privato che, in altre parti dEuropa, ha finito quasi per raddoppiare lentità degli interventi. E poi, bisogna ammetterlo, la struttura amministrativa si è trovata impreparata alla gestione di tempi e modi dintervento». Nei giorni scorsi ha incontrato Lombardo a Roma. Che cosa le ha chiesto il governatore? «Di raggruppare gli interventi in una decina di grandi progetti, facili da monitorare periodicamente. Finora, è il punto di vista del presidente, cè stata un eccessiva frammentazione della spesa. E poi linput è chiaro: fare in modo che la spesa abbia davvero un impatto sulla realtà socio-economica siciliana. Credo che i settori con maggiori possibilità di crescita, con i fondi della programmazione 2007-2012, siano infrastrutture, commercio e turismo». Nel frattempo deve cercare di non perdere gli ultimi, cospicui, fondi del programma che si va a concludere. «Non so ancora se ce la farò, ma il mio mandato è quello di chiudere il Por spendendo tutte le risorse a disposizione, anche se magari allinizio non in modo ottimale. Utilizzeremo tutti i meccanismi contabili. E poi... Poi, in ogni caso, il 31 dicembre lunico responsabile sarò io. Chi si ricorderà, quel giorno, della Palocci?» e.la.