Loperazione Saccheggiato lantico relitto nascosto in fondo al mare Unoperazione di polizia, conclusasi con un arresto e due denunce, ha portato alla scoperta di un relitto: un mercantile per il trasporto di derrate alimentari, inabissatasi a circa tre miglia dalla costa di Ugento, tra il III ed II secolo avanti Cristo. Lì è rimasta nascosta fino a quando due dipendenti del consorzio di bonifica Ugento Li Foggi si sono imbattuti in alcuni reperti che hanno poi trafugato. In casa di uno dei due, arrestato perché deteneva anche armi, i carabinieri hanno scoperto un vero e proprio museo. In trappola i predatori delle anfore Ugento, bloccati mentre svuotano nave greca affondata Il gruppo di subacquei operava di notte su un gommone, recuperati 38 preziosi pezzi archeologici È venuto da unoperazione di polizia, che ha il bilancio di un arresto e due denunce, linput per la scoperta che restituisce preziose testimonianze, finora ignote e conservate per secoli nei fondali marini, della storia più antica dei popoli del Mediterraneo. Cè unimbarcazione mercantile per il trasporto di derrate alimentari, a circa tre miglia dalla costa di Ugento, inabissatasi nelle acque dello Jonio, mare di traffici e scambi, in unepoca collocabile tra il III e il II secolo avanti Cristo. Lì è rimasta, nascosta sotto il peso di sabbia, alghe e fauna sottomarina, con il suo carico di anfore di provenienza greco-italica, oltre un centinaio, nelloblìo di storici e archeologi, assente dai testi specializzati, non citata dagli esperti. Fino a quando nei reperti che ha mantenuto intatti nel progredire del tempo e delle civiltà si sono imbattuti due dipendenti del consorzio di bonifica Ugento Li Foggi. Che devono aver compreso subito quale miniera doro le anfore potessero rappresentare, se "piazzate" nel giro giusto degli appassionati di antichità senza troppi scrupoli. Così, si sono organizzati con una piccola barca, dotata di apposita imbracatura e rete protettiva per issare le anfore senza danneggiarle. Ma lultima delle loro escursioni notturne alla ricerca del tesoro subacqueo è stata interrotta dai carabinieri del nucleo sommozzatori di Taranto. I militari li hanno sorpresi nellatto di tirare su unanfora e altre quattro erano state sistemate nelle imbracature, in attesa di essere prelevate. In casa di Antonio Zenzale, 46 anni, cera il grosso del bottino già accumulato dai due ladri di storia colti in flagranza dai sommozzatori. 38 pezzi della stessa fattura, pregevole, quotabili sul mercato nero non meno di 3000 euro ciascuna, e che facevano parte del medesimo carico, come hanno verificato i primi accertamenti degli esperti della soprintendenza ai beni archeologici. Per i due, finora senza pendenze giudiziarie, è scattata la denuncia per impossessamento di materiale archeologico di proprietà dello Stato. Tutte le anfore recuperate sono state sequestrate e trasferite al Museo civico di archeologia e paleontologia di Ugento, in attesa che le prossime spedizioni in quel tratto di mare possano consentire di ricostruire esattamente le caratteristiche e il valore storico della scoperta. Zenzale però sembra non facesse collezione soltanto di reperti archeologici. Nel corso della perquisizione nel suo appartamento, i carabinieri hanno anche trovato in una valigetta nascosta sotto il letto cinque revolver di diverso calibro e due pistole semiautomatiche calibro 9 e 7.65, tutte perfettamente in funzione, lubrificate e dotate di matricola, nonché 745 cartucce. Lui ha tentato di giustificarsi, " le ho trovate per caso in campagna, qualcuno le aveva nascoste in un tombino". Ma i militari hanno accompagnato limpiegato del consorzio in carcere per detenzione illegale di armi e munizioni. Saranno gli uomini del RIS di Roma a chiarire se le sette pistole siano state utilizzate di recente.
LECCE - Ugento, i ladri sorpresi a recuperare le anfore: un arresto e due denunce
Un gruppo di subacquei ha recuperato un relitto di un mercantile greco-italico del III e II secolo a.C. a circa tre miglia dalla costa di Ugento, in Puglia. I subacquei, due dipendenti del consorzio di bonifica Ugento Li Foggi, hanno recuperato 38 pezzi archeologici, tra cui anfore di provenienza greco-italica, che valgono circa 3000 euro ciascuno. I carabinieri hanno arrestato uno dei due subacquei, Antonio Zenzale, e hanno trovato in casa di Zenzale cinque revolver e due pistole semiautomatiche. Zenzale ha tentato di giustificarsi, affermando di aver trovato le armi per caso in campagna.
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