Scende di nuovo in campo Lido Santini, coordinatore del Comitato Massetano per la Salvaguardia Archeologia mineraria, e lo fa affrontando due problemi inerenti sempre problemi museali. Il primo argomento riguarda il materiale raccolto relativo al museo della civiltà contadina. Materiale che per anni era stato esposto nelle sale a pian terreno dell'ex ospedale Sant'Andrea e meta di visitatori. In seguito la mostra sulla civiltà contadina fu smantellata per diverso utilizzo dei locali e provvisoriamente ospitato nelle strutture della ex azienda agraria Montecatini. Venuto a conoscenza del prossimo inizio dei lavori relativi all'area che ospiterà un centro commerciale, uno direzionale e appartamenti, il coordinatore del Comasam si chiede, con estrema preoccupazione dove lo stesso potrà essere collocato. Manca una sede, precisa Santini, ma l' amministrazione comunale si deve preoccupare che questo materiale, costato 30 anni di ricerche, non venga disperso, anzi che sia valorizzato con il ripristino della mostra sulla civiltà contadina. Una luce intravede in fondo al tunnel Lido Santini, e cioè che l'amministrazione comunale porti avanti i contatti con i responsabili dell'immobile che ospitava il tiro a segno nazionale. Un immobile, simile ad una fattoria che ben si presterebbe come idonea collocazione fruibile a tutti. Il parco degli antichi pozzi minerari è il secondo argomento affrontato dal rappresentante del Comasam. «Tutti - afferma - conosciamo la notevole importanza del sito archeologico più importante della nostra zona che conta ben 26 pozzi medioevali profondi e ben conservati. E' quindi opportuno predisporre un tracciato che lo attraversi, visto che sono collegati da due boscose valli, e indichi le testimonianze delle "porte di accesso" alla coltivazione fatta in tempo medioevale. Tra l'altro - afferma Santini - su due sono stati collocati, come si suol dire in gergo minerario, argani a bocca di pozzo. Un sito che viene periodicamente visitato ma sulla constatando che nulla sia stato ancora fatto». Tale abbandono crea sempre una situazione peggiore che provoca danni anche costosi. Quindi un ennesimo invito dal coordinatore del comitato per la salvaguardia della archeologia mineraria, progettare la conclusione ricordando che la Valle dello Stregaio contiene questi antichi pozzi, sollecitando la valorizzazione di un patrimonio esistente e degno della massima attenzione, un recupero che non può che portare onore a tutta la comunità massetana.