Lepigrafe di Marco Nonio, leroe di Russel Crowe Gli archeologi: "Reperti di così grande bellezza non venivano alla luce da decenni" È del condottiero romano che ha ispirato il Il Gladiatore di Ridley Scott il magnifico monumento funerario venuto alla luce negli ultimi mesi sulla via Flaminia. La gigantesca iscrizione scoperta insieme ad altre parti marmoree che rivestivano il mauseoleo, riportano il nome di Marco Nonio Macrino. Si tratta del soldato che, nellinterpretazione fantasiosa e fantastica di Russel Crowe, è diventato la star dellarena Massimo Decimo Meridio. Ne è convinta larcheologa della Soprintendenza speciale di Roma Daniela Rossi che ieri, dopo lanticipazione di Repubblica, intervistata da Giorgio Salvatori per il Tg2, ha parlato di un «ritrovamento eccezionale». «Erano almeno venti o trentanni che a Roma non venivano alla luce pezzi di questa importanza», ha sottolineato la studiosa. Straordinaria la potenza architettonica dei questi marmi. E straordinaria la possibilità di risalire al defunto per il quale il figlio, alla fine del secondo secolo d.C., ordinò il magnifico sepolcro. Intere colonne, trabeazioni integre, parti del timpano, fasci littori, tutti elementi coperti dal fango del Tevere e liberati dalléquipe guidata da Cristiano Ranieri. Un altro capolavoro a puntellare il sogno di un parco archeologico dellantica Flaminia. Il crollo non è stato toccato. È possibile che gli operai della calcina che si preparavano a farne calce - sorte toccata alla maggior parte dei marmi di spoglio della Città Eterna - siano stati sorpresi da uninondazione del fiume che scorre a poche decine di metri da via Vitorchiano, oltre la pista ciclabile. E lipotesi che le vestigia marmoree appartengano proprio al mausoleo scoperto in un cantiere del costruttore Bonifaci - e non a uno spoglio realizzato in un altro punto della via consolare -, è confermata dalla presenza in loco del basamento delledificio funerario. La straordinarietà dellarchitettura «non è solo nella bellezza dei singoli pezzi, nella qualità della manifattura», sostiene Daniela Rossi, ma è dovuta «anche alla possibilità di ricostruire il monumento poiché, come in una sorta di Pompei, il limo del Tevere ha occultato il monumento così come era crollato». Per portare alla luce questa meraviglia sono stati abbattuti due vecchi capannoni industriali. Ma nellarea dovrebbero sorgere tre nuove palazzine residenziali. I lavori edili sono stati sospesi, per il momento. Lidea di rialzare in piedi i pezzi crollati lascia però intravedere lipotesi della musealizzazione del sito. Magari come è successo con il mauseoleo rinvenuto negli anni Ottanta davanti alla Rai di Saxa Rubra, con la fornace appena ritrovata poco distante. Dai sepolcri del sito di Sesto miglio, alla casa di Livia a Prima Porta, il progetto di un parco archeologico della Flaminia fa tappa ora anche sul monumento di Marco Nonio Macrino.
ROMA - Era la tomba del Gladiatore il mausoleo di Saxa Rubra
L'archeologa Daniela Rossi ha parlato di un ritrovamento eccezionale a Roma, dove è stato scoperto un monumento funerario del condottiero romano Marco Nonio Macrino. Il monumento, che risale al II secolo d.C., era stato coperto dal fango del Tevere e liberato da un'equipe di archeologi. I reperti, tra cui un'iscrizione gigantesca, sono stati scoperti sulla via Flaminia e includono elementi architettonici come colonne, trabeazioni e fasci littori. La studiosa ha sottolineato la straordinarietà della scoperta e ha espresso la possibilità di ricostruire il monumento. I lavori edili sono stati sospesi per il momento, ma la musealizzazione del sito è stata ipotizzata.
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