Se n'è rimasta buona, la necessità fa virtù, in un capannone delle zona aeroportuale, come una vecchietta che aspetta chi la venga a prendere per riportarla a casa. La stele di Axum, di questa stiamo parlando, è ancora in Italia. Dopo tanto clamore per lo smontaggio, di partire non ancora non se ne parla. Questa volta, per la verità, le nostrane pastoie burocratiche non c'entrano proprio nulla. Questa stele (non è un obelisco)del III secolo a.C., deve adesso affrontare quelli del trasporto, dell'atterraggio e, non meno importante, quello della ricollocazione. «Si è qui!, chiuso in quel capannone», dice un militare di guardia. Di più non può dire. La consegna: bocca cucita. Non c'è bisogno, per la verità, di molte parole: il paesaggio al quale la stele deve ambientarsi, almeno per ora, è quello brullo della campagna romana non coltivata. All'ambasciata di Etiopia c'è aria di attesa. Neppure loro, almeno per ora, sanno quando la stele potrà raggiungere la "città santa" di Axum. Russia e Stati Uniti sono chiamati in causa. Vediamo perchè. Il trasporto via mare è impossibile. C'è, infatti, il problema dei rapporti non certo amichevoli tra l'Etiopia e l'Eritrea. Problematico, almeno per ora, il trasporto aereo. La stele, tagliata in tre tronconi ma alta 24 metri, pesante 160 tonnellate, può essere trasportata solo a bordo di aerei capaci di imbarcare carriarmati. Velivoli di questo tipo sono gli "Antonov" russi ed i "Galaxy" statunitensi. Non è solo questione di soldi, l'Italia ha stanziato tre miliardi per l'operazione, ma di disponibilità. Fonti ufficiose statunitensi fanno sapere che i loro aerei sono impegnati. Le operazioni in Iraq richiedono, infatti, uno sforzo bellico non indifferente. E poi, dove farli atterrare? E già, ci vuole un aeroporto. Non è un'impresa semplice, in considerazione non solo del terreno accidentato ma soprattutto dell'altezza. Ad oltre mille metri di quota, quasi duemila, tutto è più difficile, non solo atterrare ma anche sistemare una stele la cui pietra, dopo settanta anni, si è ambientata al clima dolce di Roma.
Chiusa da due mesi in un capannone militare
La stele di Axum, un'antica stele etiope del III secolo a.C., è stata trovata in Italia e deve essere trasportata in Etiopia. La stele, alta 24 metri e pesante 160 tonnellate, può essere trasportata solo a bordo di aerei capaci di imbarcare carriarmati, come quelli russi "Antonov" e statunitensi "Galaxy". Il trasporto via mare è impossibile a causa dei rapporti non amichevoli tra l'Etiopia e l'Eritrea. Il trasporto aereo è anche problematico, poiché i velivoli di questi tipi sono impegnati in operazioni militari in Iraq. Inoltre, non esistono aeroporti in Etiopia che possano accogliere una stele di questo tipo.
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