Marano. Distrutto dagli abusi l'antico castello Scilla. Un pezzo alla volta, la struttura originaria del maniero di epoca angioina, simbolo storico della città e abitato da una decina di famiglie, è stata cancellata da piccoli e grandi interventi edilizi. Basta mettere a confronto le foto di com'era e com'è per cogliere, a colpo d'occhio, la potenza distruttrice degli abusi consumati nel tempo. Terrazza recintata con un muretto, gazebo, infissi di ogni colore, antenne paraboliche, condizionatori, facciate dipinte di grigio e giallo. Una delle sei volte del castello è stata addirittura murata e vi è stato ricavato un monolocale. A guardarlo adesso, dell'antico maniero costruito nel 1270 per volontà di Carlo D'Angiò, resta solo l'imponenza. «La struttura originaria del castello - spiega Luigi Pugliese, insegnante e promotore di un progetto scolastico sulla storia locale - è stata completamente distrutta. Con il nostro gruppo di lavoro abbiamo ripetutamente segnalato la cosa alla soprintendenza ma non abbiamo notizia di interventi. Del resto, gli abusi su quell'edificio sono piccoli e costanti nel tempo e si trascinano da almeno vent'anni. Sono fatti probabilmente dagli stessi abitanti del castello. Alcuni sono abusi edilizi veri e propri, clamorosi, come la chiusura di un'arcata. Altri, sono di minore entità ma su un castello del 1200 anche un infisso verde di alluminio alle finestre e una parete dipinta di giallo, sono un pugno nell'occhio». «La possibilità di controllo sugli edifici di pregio, purtroppo, è minima - spiega Biagio Sgariglia, architetto ed ex assessore all'Urbanistica del Comune di Marano - perché si tratta di abitazioni private e abitate e gli abusi vengono compiuti giorno per giorno da chi ci vive, anche con piccoli interventi. Ci vorrebbe un monitoraggio costante ma il Comune di Marano non è attrezzato per effettuare controlli così sistematici e minuziosi. Siamo riusciti, negli anni, con le nostre poche risorse, giusto a proteggere il territorio dai grandi abusi edilizi. Per il castello Scilla servirebbe un progetto complessivo di restauro. Noi abbiamo costruito l'archivio degli edifici di pregio e il castello Scilla è inserito tra i beni da valorizzare. Con un piano serio di recupero potrebbe ancora essere restituito alla sua fisionomia originaria. Però occorrerebbe uno sforzo economico notevole anche da parte di altri enti». Intanto l'antico edificio oggi è uno sfregio alla storia che, nel caso del castello Scilla, è prestigiosa e millenaria.