Come Cassandra ripete l' avevo detto. Che era meglio non toccare niente, che il trasporto pesante avrebbe creato problemi e che laggiù non c'è nemmeno un aeroporto. «Io lo sapevo benissimo. Il ministero degli Esteri no?». Si è opposto alla restituzione della stele di Axum con le unghie e con i denti l'ex sottosegretario ai Beni culturali, Vittorio Sgarbi. E ora che l'obelisco di roccia silicata, alto 24 metri e pesante 160 tonnellate, è fermo ai box come dice la Bbc, fatto a pezzi in attesa che possa tornare da dove è arrivato nel '37, è quasi stanco di parlarne, meglio metterci una pietra sopra: «Basta, la vicenda è finita così. Un altro smacco del Governo. Io l' avevo detto , come avevo detto che Andreotti era innocente, ma abbiamo dovuto spendere mille miliardi per il processo». La crociata di Sgarbi (minacciò anche di dimettersi, poi propose la restituzione virtuale attraverso il meccanismo dell'extraterritorialità) è iniziata col vecchio Governo, l'ex sottosegretario più volte ha fatto leva sull'opportunità («meglio qui integro, che in Etiopia rotto») e i costi (3 miliardi e 700 milioni) della restituzione del monumento funerario datato III secolo a.C. Ma il Governo etiope ha insistito facendo appello all'impegno assunto con la firma del trattato di Pace del '47. Così dopo tante polemiche (e un fulmine che nel 2002 ne ruppe la punta), a novembre è partita la rimozione dell'obelisco di piazza di Porta Capena. Alla vigilia di Natale, era stato smantellato l'ultimo blocco. Sgarbi aveva perso, e come lui tanti illustri esperti e tecnici che si opponevano alla restituzione. Iniziava la seconda fase: predisporre il trasporto "eccezionale".«Peccato, due cose vanno evitate sempre, ma i Governi raramente hanno questa visione d'insieme nel loro metodo d'intervento: e cioé, così come è sbagliato aggiungere una cosa in più, in luoghi e strutture già definite, vedi l'Ara Pacis a Roma ma anche le due gocce tipo discoteca a pochi metri da S.Petronio a Bologna, nemmeno conviene mai togliere un elemento da uno spazio già compiuto. Mai andare a toccare una cosa che sta a posto». «Sgarbi sapeva che l'aeroporto non c'è? - scherza il sottosegretario agli Affari Esteri, Alfredo Mantica - Sarebbe stato gentile che ci avesse informato. Comunque non è così: ad Axum c'è una pista di 2.100 metri che però è a 2mila metri di quota. Dunque potrebbero esserci problemi di portanza, vanno fatti dei collaudi. Un aeroporto migliore sta a Macallè, che non è lontanissimo ma le strade tortuose. Insomma l'operazione va avanti con le sue tempistiche, bisogna trovare gli aerei, i Galaxi dell'aeronautica militare Usa o gli Antonov 124 russi, dobbiamo anche pensare a portare in Etiopia i mezzi di trasporto su terra. Occorrono tutte le necessarie garanzie di sicurezza e fattibilità, la stele verrà restituita non appena possibile. L'Etiopia è informatissima, anzi secondo lei l'atterraggio si può fare. Se poi la Bbc ci regala gli aerei siamo felicissimi: la invito a trasferire pezzi di Partenone in Grecia sugli Antonov 124...».