Piossasco, approvato con alcuni consigli il 9 ottobre L'assessore Lovera: «Le modifiche confermano le linee dell'Amministrazione» La Regione il 9 ottobre ha approvato la variante generale al Piano regolatore di Piossasco adottato dal Consiglio di Piossasco il 18 dicembre 2007. L'assessorato all'Urbanistica (architetti Grazia Sartorio e Mariella Olivier) ha introdotto d'ufficio alcune modifiche alle norme tecniche di attuazione e alla cartografia. Il Piano è firmato dagli architetti Renato Vezzari e Sergio Cavallo, che erano stati incaricati dalla precedente Amministrazione del sindaco Solutore Marocco nel 1996. Dodici anni per disporre di strumento esecutivo. Il precedente Piano che va nel cassetto era iniziato nel 1977 ed era stato approvato dalla Regione nel dicembre del 1988. Il Piano ha una validità decennale e la capacità insediativa residenziale teorica prevede - secondo l'Amministrazione e la Regione - nei prossimi anni 1.186 abitanti in più per raggiungere quota 18.547. A fine 2007 Piossasco contava 17.621 abitanti reali. Una crescita di soli 93 abitanti all'anno sembra sottostimata se nel Piano sono previsti 3.700 nuovi vani e in genere ad ogni vano corrisponde un abitante. Erano queste le preoccupazioni della minoranza di sinistra e di Rifondazione rispetto alla crescita della città al momento dell'approvazione. I "ritocchi" inseriti dalla Regione comprendono alcune limature marginali e quattro prescrizioni particolari. La prima riguarda un'area edificabile in via Torino, il parco della Villa Cruto-Iberti, già di proprietà dell'inventore della lampadina elettrica. La Regione consiglia nelle nuove costruzioni a tre piani di «curare gli aspetti tipologici e costruttivi garantendo coerenze con i caratteri degli adiacenti immobili di valore storico-ambientale salvaguardando le specie arboree di pregio». La Regione concentra verso via Galvani (Caro e Ghivarello) l'edificabilità nell'area dell'ex-pioppeto in collina a valle del borgo storico di S. Vito in via Gorizia: «Si dovranno evitare soluzioni progettuali di sottotetti che superino le altezze dell'edificato circostante privilegiando modelli insediativi più compatti. Va effettuato uno studio di inserimento paesaggistico ambientale». In via Battisti l'edificazione nel parco della Villa Zuccarello lungo via Battisti e Oberdan dovrà «mantenere inalterato il viale alberato e non superare i due piani fuori terra». Infine la zona storica dei Castelli. "Sì" ai 1.000 mq sottoterra da adibire a ristorante con vetrata verso Cumiana ma si dovranno «verificare gli eventuali impatti determinati dalle nuove costruzioni nelle visuali panoramiche sull'area osservabili da più punti di vista e di belvedere». Nel castello di mezzo (che ha solo il guscio esterno e non gli orizzontamenti) si potrà ricavare un hotel di charme a cinque stelle con una potente edificazione interna trasformando un rudere in abitazione collettiva. Soprintendenze permettendo. Le modifiche introdotte dalla Regione cambiano la struttura del Piano? Spiega l'assessore all'Urbanistica Claudio Lovera (Pd): «No, la Regione ha sostanzialmente accettato gli indirizzi dell'Amministrazione. Sulla capacità insediativa non ha eccepito. Si tratta di consigli accettabili e migliorativi dell'inserimento ambientale di alcuni interventi. Da giovedì scorso il Piano è operativo».