Alla fine la prestigiosa casa d'aste londinese, la Bonhams, ha dovuto fare un passo indietro. Dell'asta da 600 pezzi che sarà aperta oggi, dieci lotti non avranno offerte. Sì perché, dopo le operazioni coordinate dai carabinieri e dalla polizia internazionale, le opere sono state ritirate e non andranno all'asta. «Nonostante la richiesta del governo italiano sia arrivata all'ultimo minuto, Bonhams ha accettato di ritirare i lotti secondo le normali procedure che vengono applicate quando la provenienza di un'opera è messa in dubbio», spiegano dall'Inghilterra. Ma il successo ha scatenato il giallo. L'operazione inglese di recupero dei pezzi d'arte rubati in Italia si pensava riguardasse la collezione Symes, raccolta nella quale sono presenti nove opere trafugate in Italia. Ma dal Comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale hanno fatto sapere che le opere non hanno nessun collegamento con la collezione: sono altri pezzi, anch'essi di pregiato valore, di rilevante interesse per l'Italia. La prevista vendita all'asta di alcune opere «Symes» aveva scatenato nelle scorse settimane alcune polemiche, quando l'ex ministro Francesco Rutelli aveva criticato l'operato di Sandro Bondi in merito alla questione. Tanto da accelerare gli accertamenti da parte dell'Arma con la richiesta d'intervento all'interpol la scorsa settimana: «Abbiamo avuto la delega delle indagini dalla procura di Roma e abbiamo informato sia l'interpol che la polizia inglese delle nostre valutazioni, fornendo loro tutti gli elementi per agire. Siamo quindi in attesa di iniziative», diceva il generale Giovanni Nistri ieri nel primissimo pomeriggio. Le nove opere trafugate in Italia ed entrate nella collezione Symes figurano nell'archivio dei carabinieri catalogate come «provento di furto o di scavo clandestino» e anche Bondi nelle stesse ore annunciava alla stampa che si stava «facendo il possibile per raggiungere un risultato» positivo. Poi l'equivoco con la notizia del blocco di dieci lotti da parte della casa d'aste Bonhams a Londra e il mondo politico, da Bondi a Rutelli, che esulta pensando al recupero dei pezzi italiani nella collezione Symes. Ma in serata arriva la precisazione del corpo dell'Arma: i pezzi fermati a Londra non hanno nulla a che fare con la raccolta Symes. Sono 10 lotti che fanno parte di un'altra raccolta, comunque di enorme valore.