LONDRA - Sul filo di lana, certo. Ma alla fine ha vinto l'Italia e non andranno in asta oggi a Londra dieci capolavori archeologici, in parte provenienti dalla collezione di Robin Symes,- che secondo gli investigatori potrebbero avere una provenienza italiana, naturalmente illecita. Tra questi, anche il grande cratere apulo a volute e figure rosse, datato 320 a.C. Un tesoro stimato complessivamente intorno alle 200 mila sterline (250 mila euro). La casa d'aste londinese Bonhams ha deciso di ritirare i 10 lotti dalla sua asta del 15 ottobre, composta da oltre 600 opere, dopo una richiesta ufficiale del governo italiano, giunta 24 ore prima della vendita. Robert Brooks, presidente di Bonhams, ha dichiarato: «Siamo sempre felici di cooperare in qualsiasi azione volta a evitare la vendita di oggetti che non dovrebbero essere venduti. Detto ciò avremmo preferito una maggiore chiarezza da parte del governo italiano e di essere avvertiti e informati per tempo circa le loro preoccupazioni. Le istituzioni responsabili devono lavorare insieme e non tenere le informazioni nascoste, per qualsiasi ragione, fino all' ultimo minuto». Secondo le autorità italiane - ministero dei Beni Culturali e nucleo per la tutela del patrimonio culturale dei Carabinieri - i 10 lotti fanno parte della collezione Symes nella quale si trovano numerosi pezzi portati illegalmente fuori dall'Italia. «Grande soddisfazione» è stata espressa dall'ex ministro dei beni culturali Francesco Rutelli. «Vuoi dire che avevamo colto nel segno nel segnalare che un imponente lotto proveniente dalla controversa collezione Symes stava per essere disperso», ha commentato il senatore del Pd.
BENI CULTURALI - Archeologia: bloccata asta di opere italiane
Il governo italiano ha richiesto alla casa d'aste londinese Bonhams di ritirare 10 lotti provenienti dalla collezione di Robin Symes, che potrebbero avere una provenienza italiana e essere stati illegalmente esportati. La collezione, che comprende opere archeologiche, è stata oggetto di controversie per la presunta provenienza illecita. La casa d'aste ha deciso di ritirare i lotti, affermando di aver preferito una maggiore chiarezza e di aver voluto cooperare con il governo italiano. L'ex ministro dei beni culturali Francesco Rutelli ha espresso soddisfazione per la decisione, considerandola un successo nel segnalare la controversia. I 10 lotti, stimati intorno alle 200 mila sterline, non andranno in asta oggi a Londra.
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