Un fantomatico grande imprenditore privato che prenderebbe in gestione i siti archeologici di Pompei e Ercolano (magari, aprendo un parco dei divertimenti in stile «antico romano», perché no) e opere date in affitto agii stranieri: sono le proposte di Bondi per ovviare ai tagli ingenti che la finanziaria ha imposto al suo ministero. La rete museale italiana, a dispetto delle scarse risorse, rinascerà così, modello Louvre e sua espansione araba. L'istituzione parigina presterà alcuni pezzi delle sue collezioni a Abu Dhabi con un ritorno di moneta sonante e ha già stretto un accordo con un museo di Atlanta per circa sei milioni di dollari. Un Raffaello in cambio di un gettito generoso da parte di sceicchi e magnati del petrolio perché, in fondo, la Fornarina della Borghese vale quanto diversi barili di greggio, sul mercato. Non importa poi come torna indietro, se malconcia, tanto non è un bene pubblico, ma un oggetto di scambio per affaristi nati. D consigliere del ministro Alain Elkam si è affrettato a dire che anche noi siamo pronti a prestare un'opera molto importante ad Attenta. Certo, più importante è e più soldi frutta. E ai fondi pubblici ci penserà invece quell'infelice spa in condominio tra ministero dei beni culturali e infrasfrutture che si chiama Arcus, commissariata e mai abolita (neanche da Rutelli), «tesoretto» a uso e consumo del governo che ne gestisce i fondi a suo piacimento.
BENI CULTURALI - Raffaello in cambio di petrolio
Il ministro dei beni culturali, Bondi, propone di prendere in gestione i siti archeologici di Pompei e Ercolano e di aprire un parco dei divertimenti in stile antico romano. Inoltre, propone di affittare i siti archeologici ad aghiestranieri. Il ministro sostiene che questo potrebbe aiutare a ovviare ai tagli ingenti imposti al suo ministero. Il governo italiano ha già ricevuto offerte di prestazione di opere d'arte da parte di istituzioni come il Louvre e il Museo di Atlanta. Il ministro sostiene che anche l'Italia potrebbe prestare opere d'arte a scambio di fondi.
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