Si legge con soddisfazione l'annuncio che proviene dalla Biennale di Venezia sul destino dell'Asac, il prezioso Archivio Storico, che riaprirà finalmente al pubblico nel rinnovato Padiglione Italia, mettendo in moto un doppio effetto positivo: da un lato il salvataggio e finalmente (speriamo in tempi brevi) la riapertura a pieno regime di uno dei più importanti fondi (e strumenti) per lo studio delle arti contemporanee; dall'altro l'avvio del rilancio operativo e qualitativo dello spazio fisico della grande e strategica, ma ora assolutamente mal utilizzata, area dei Giardini della Biennale, che deve vivere 365 giorni all'anno ed integrarsi finalmente al meglio con la città, aprendosi anche fisicamente, e diventando cerniera, non più barriera, fra Castello e Sant'Elena, fra i veneziani e la Biennale. E' veramente un importante segnale di speranza ed un concreto atto di buona amministrazione sapere che il CdA guidato da Baratta, finalmente in discontinuità con certe scelte assolutamente sbagliate del recente passato amministrativo della Biennale e da certe infelici «sparate» di alcuni amministratori del Comune di Venezia, punti a valorizzare e a potenziare il suo ruolo culturale e sociale nella città storica di Venezia, indiscutibile centro culturale e simbolico del comune, della provincia e della regione; e che lo faccia ripartendo da una delle zone simbolo dell'abbandono, i suoi Giardini, attraverso il Padiglione Italia, che si comunica sarà parzialmente riorganizzato, riservando maggiori spazi e attività al servizio del pubblico e della formazione, ma soprattutto diverrà operativo tutto l'anno, grazie all'ampliamento dell'«Ala Pastor», individuata quale sede idonea per l'apertura al pubblico dell'Asac. E non sarà una cattedrale nel deserto, visto che accanto all'Asac sono previsti gli spazi per l'attività educational: servizi che - come giustamente ha evidenziato Paolo Baratta - testimoniano l'avvio concreto di un'attività permanente e risulteranno, oltre che utili ai veneziani, agli studiosi, ai visitatori, anche uno stimolo ai Paesi proprietari degli altri Padiglioni a fare altrettanto. L'auspicio ora è quindi che a Venezia, ai Giardini, oltre all'archivio storico e all'archivio documentale, ai libri, ai cataloghi e ai periodici che ora sono ancora a rischio a Ca' Corner della Regina, possa presto trovare posto anche la sede dell'Asac per la digitalizzazione e la conservazione, che attualmente è previsto resti provvisoriamente al Vega di Marghera. () capogruppo di An verso il PdL alla Municipalità di Venezia
VENEZIA - Il rilancio dell'Asac ai Giardini è un'occasione per la città
La Biennale di Venezia annuncia che l'Asac, l'archivio storico, sarà riaperto al pubblico nel rinnovato Padiglione Italia. Ciò porterà a un doppio effetto positivo: salvare l'Asac e riaprirlo a pieno regime; e rilanciare l'area dei Giardini della Biennale, che diventerà cerniera fra Castello e Sant'Elena. Il CdA guidato da Baratta ha fatto scelte positive per valorizzare il ruolo culturale e sociale della Biennale nella città di Venezia. Il Padiglione Italia sarà parzialmente riorganizzato, riservando maggiori spazi al servizio del pubblico e della formazione.
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