Fuori Napoli o persino fuori Campania. Sarà il destino di circa 70mila famiglie nei prossimi dieci anni. Lo dice l'assessore provinciale all'Urbanistica Domenico Moccia, a margine della conferenza di presentazione del Piano territoriale di coordinamento. «Nei prossimi dieci anni, in base agli studi sui tassi di nuzialità, la fame di case in provincia di Napoli arriverà a 150mila abitazioni. Di queste - spiega Moccia - soltanto 80mila potranno essere costruite, mentre il resto della domanda dovrà essere soddisfatta altrove, fuori provincia o fuori regione. Le aree individuate (grafico in altro a destra) sono tutte nella fascia interna dal Giuglianese al Nolano passando per l'area frattese-afragolese, attraverso piani di "densificazione" e riqualificazione, con edilizia pubblica e privata, che non vanno a intaccare le zone rurali». Lo strumento appena varato dalla Provincia fornisce un punto di riferimento per i Comuni che dovranno varare i loro Puc, i piani urbanistici comunali. Un lavoro di monitoraggio e classificazione di tutto il territorio, con l'indicazione delle aree verdi e quelle di interesse storico e archeologico, con le zone industriali e quelle strategiche per i trasporti. Un lavoro immane che però resta soltanto «di indirizzo». Il piano, come si sa, non ha potere vincolante. Pronta la critica dell'opposizione, con il capogruppo provinciale di An, Luigi Rispoli, che in un comunicato liquida come «propaganda» la presentazione del piano, affermando che la stessa Regione «non ha un piano paesaggistico ma solo con valenza urbanistica territoriale». Di tutt'altro avviso il presidente della Provincia Dino Di Palma, che ieri ha presentato lo strumento assieme all'assessore regionale all'Urbanistica Gabriella Cundari, al presidente della IV commissione regionale Pasquale Sommese e all'assessore provinciale all'Urbanistica Moccia. «Grazie a questo strumento, che è il frutto di un percorso di grande coinvolgimento, nel corso del quale abbiamo ascoltato sindaci, Comuni, mondo dell'impresa, le amministratozioni comunali possono partire con i Puc». Le fasi finali, dopo l'ultima stesura, sono la pubblicazione, le osservazioni e il via libera della Regione. «Saremo pronti a recepire il piano - dice Cundari - perché abbiamo lavorato insieme». Sull'importanza della concertazione si sofferma anche Sommese: «Al Piano regionale - sottolinea - è allegato un disegno di legge che introduce tre strumenti importanti: concertazione, accordo di pianificazione, laboratori territoriali di pianificazione». Sullo sfondo, però, uno scenario piuttosto incerto, dove, a parte la questione dell'area metropolitana, non sono ancora intellegibili i reali spazi di manovra degli enti considerati i limiti posti dal Governo in materia paesaggistica. E mentre c'è chi mormora che «come sempre i poteri restano nelle mani delle soprintendenze», si delineano comunque alcune possibili certezze. Tra queste, la densificazione di aree non sottoposte a vincoli e la creazione di parchi (Regi lagni, Castel Cicala nel Nolano, parco dell'area a nord di Napoli nella conurbazione tra Arzano e Casavatore, Lago Patria con pista ciclabile collegata al Fusaro). Infine, le direttrici di sviluppo alle quali si sta già lavorando: attività produttiva nel Nolano, centro florovivaistico a Marigliano, tempo libero nella fascia costiera del Giuglianese, fiera comprensoriale ad Afragola e nuovi servizi nelle stazioni dell'alta velocità, centri per la ricerca a Portici, sistemazione della fascia costiera nell'area stabiese-torrese.
TERRITORIO SVILUPPO Presentate le varianti al piano territoriale Nel Giuglianese e Nolano il via libera all'edilizia
L'assessore provinciale all'Urbanistica Domenico Moccia ha annunciato che la provincia di Napoli dovrà affrontare la fame di case per circa 70mila famiglie nei prossimi dieci anni. Secondo gli studi sui tassi di nuzialità, la domanda di case arriverà a 150mila abitazioni, di cui soltanto 80mila potranno essere costruite. Le aree individuate per la densificazione e riqualificazione sono tutte nella fascia interna dal Giuglianese al Nolano passando per l'area frattese-afragolese. Il piano territoriale di coordinamento fornisce un punto di riferimento per i Comuni che dovranno varare i loro Puc, i piani urbanistici comunali.
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