L'assessore Molinaro ieri ha preso parte all'inaugurazione del terzo anno del corso ospitato a Villa Manin «L'attività del Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali va vista come un elemento di sviluppo del Friuli Venezia Giulia, e non considerata fine a se stessa». Lo ha affermato l'assessore regionale all'Istruzione e Cultura, Roberto Molinaro, intervenendo, alla Villa Manin di Passariano all'inaugurazione del terzo anno formativo del Corso quinquennale per restauratore di beni culturali, con specializzazione in beni librari, documentari e opere su carta. Molinaro ha ricordato che fino al 2007 la potestà della Regione in materia era concorrente con quella dello Stato, e che l'obiettivo da perseguire per consolidare ulteriormente il Corso è di pervenire alla parificazione del diploma che gli allievi conseguono a conclusione dei cinque anni di frequenza con quello ottenuto negli istituti statali. Il corso di restauratore, al quale partecipano quindici studenti da tutta Italia, secondo l'assessore dovrà inoltre espandere la sua attività a livello internazionale. Molinaro si riferiva alla capacità del Centro di catalogazione di operare con efficacia interventi formativi anche all'estero, per esempio in Mauritania, dov'è in atto un progetto, curato dal Friuli Venezia Giulia, per il recupero dei beni librari nel deserto mauritano. Inoltre, l'attività dell'istituto di formazione di Villa Manin dovrebbe poter interessare anche i Paesi europei. Non solo, ma per Molinaro l'attività del Centro di catalogazione dovrà essere messa a disposizione anche di terzi, ponendo la struttura e le sue capacità a disposizione del territorio.
Codroipo Il Centro restauro sempre più internazionale
L'assessore regionale Roberto Molinaro ha preso parte all'inaugurazione del terzo anno del corso di restauratore di beni culturali a Villa Manin. Il corso, che ospita 15 studenti da tutta Italia, ha l'obiettivo di pervenire alla parificazione del diploma con quello ottenuto negli istituti statali. L'attività del Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali va vista come un elemento di sviluppo del Friuli Venezia Giulia, e non come un fine a se stessa. Il corso dovrà espandere la sua attività a livello internazionale, con progetti come il recupero dei beni librari nel deserto mauritano.
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