Il modello da seguire è il Louvre che esporta opere ad Abu Dhabi o in America e incassa milioni Sono undici i musei statunitensi visitati per conto del ministero da Alain Elkann con i quali sarebbero già state avviate trattative E a Londra oggi bloccata lasta dei dieci pezzi italiani della collezione Symes La proposta di mandare un po di capolavori dellarte oltre oceano, soprattutto in America e Arabia, il ministro lha lanciata ieri dalla Caserma Lamarmora a Roma, subito dopo la presentazione - a cura del generale Gianni Nistri - dellattività del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Quadri e statue in cambio di moneta sonante per rimpinguare le languenti casse degli oltre quattromila musei italiani. È una idea alla quale Bondi sta lavorando da tempo e che già ha dato qualche frutto: «La Biblioteca Reale di Torino», ha detto Alain Elkann, consigliere del ministro, «ha prestato per un periodo concordato al museo di Reno, in Nevada, alcuni disegni di Leonardo da Vinci. In cambio listituzione americana ha versato nelle casse della biblioteca 200 mila euro che serviranno per restaurare preziosi manoscritti». Anche lHigh Museum of Atlanta ha contattato lItalia per avere un importante dipinto custodito nella Pinacoteca di Brera; per la gentile concessione ovviamente offrono dollari. Il do ut des non sarebbe una novità, anzi: «A fare scuola è il Louvre», ha aggiunto Elkann, «che oltre a prestare parte delle sue collezioni al museo di Abu Dhabi ha stretto con un museo di Atlanta in Georgia un accordo che frutterà allistituzione parigina circa 6 milioni di dollari». Sono 11 i musei degli States visitati recentemente da Elkann e dallaltro collaboratore del ministro, Angelo Crespi, e con i quali ci sarebbero delle trattative: «Chiedono opere ma anche collaborazione scientifica e know how», ha sottolineato Bondi, ricordando che lo stesso Louvre ci ha chiesto aiuto per formare i suoi restauratori. E mentre le tele diplomatiche si vanno tessendo (Bondi ha invitato nella capitale i "colleghi" russi, francesi, rumeni, anglosassoni per una sorta di "alleanza culturale") e gli Emirati aspettano di poter visitare in loco i capolavori dei maestri, qualche preoccupazione sulle rassegne - evento che da qualche tempo si moltiplicano nelle nostre città è stata espressa. Roberto Cecchi, direttore generale dei Beni Architettonici, Storico Artistici ed Etnoantropologici sempre ieri ha messo in guardia dalle esposizioni-spettacolo, lontane da quelle «di qualche decennio fa che erano la rappresentazione di un pensiero e rendevano il pubblico complice di un avventura culturale», ha spiegato davanti ad una platea di addetti ai lavori, soprintendenti e direttori dei musei statali, riunita nella sala dello Stenditoio nel complesso di San Michele a Ripa. «Approfondiamo il concetto di mostre: capiamone il valore in termini di ricaduta culturale e sociale», ha sollecitato Cecchi, «non accontentiamoci di valutarne lappeal in termini di visitatori». Un monito cortese, fatto scorrendo le cifre: in 9 mesi sono state più di 700 le mostre organizzate (metà allestero) con un "movimento" di 12 mila opere delle quali il 15 per cento ha toccato più destinazioni. Uno stress (regolato da una rigidissima normativa di riferimento, articolo 48 per i prestiti nel nostro paese e articolo 66 che riguarda lestero) per tele, terracotte e bronzi che nellarco degli ultimi 15 anni è raddoppiato. Il ministro Bondi però è convinto che lo "scambio" sia di vitale importanza per aiutare a sviluppare il sistema museale e promette per la fine dellanno un "Piano per musei e archeologia", «con grandi finanziamenti pubblici e privati». Pompei è la prima della lista: «Sto contattando un imprenditore privato», ha aggiunto il ministro, «che potrebbe essere interessato per un grande investimento», come è successo con Ercolano. In attesa di sviluppi e incentivi, da Londra non arriva una richiesta bensì una notizia positiva per le sorti dei dieci "pezzi" in parte provenienti dalla collezione Symes (compreso il cratere apulo datato 320 a. C., valutato 250 mila euro): avvisata dallInterpol, alla quale era stata trasmessa la relazione dei Carabinieri dei Beni Culturali, la casa daste Bonhams ha ritirato i lotti dalla vendita.
TROPPE MOSTRE POCHI SOLDI Il ministro Bondi propone prestiti darte a pagamento
Il ministro della Cultura, Roberto Bondi, ha lanciato la proposta di esportare opere d'arte italiane in America e Arabia in cambio di finanziamenti. Il modello è quello del Louvre, che ha prestato opere al museo di Abu Dhabi e ha incassato milioni di dollari. Il ministero sta trattando con 11 musei statunitensi per avere opere in cambio di collaborazione scientifica e know-how. Il ministero ha già avuto successi, come la prestazione della Biblioteca Reale di Torino al museo di Reno, in Nevada, che ha ricevuto 200 mila euro per restaurare manoscritti. Il ministro ha anche invitato i "colleghi" russi, francesi, rumeni e anglosassoni per una sorta di "alleanza culturale".
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