Al via un'imponente campagna di scavi nell'area delle terme Pallottino PORTO TORRES. Bubastis era il nome egizio dell'attuale Telbasta-Agaziz, una città che sorgeva sul delta del Nilo e che per un breve periodo era stata anche capitale del Regno. Ma soprattutto, Bubastis era una città con un grande tempio dedicato alla dea-gatta, Bastet, rappresentata come una donna assisa su un trono con due gatti seduti al fianco. Bastet in origine era la dea leonessa, ma durante la quarta dinastia il culto si traferì dalla leonessa al felino più piccolo. Ora, invece, Bubastis è il nome di un progetto per una campagna di scavi nell'area archeologica di Porto Torres che nasce dalla collaborazione fra la Soprintendenza di beni archeologici delle province di Sassari e Nuoro, le università di Sassari e Cagliari, il liceo classico «Azuni» di Sassari e l'amministrazione comunale di Porto Torres. Il protocollo verrà sottoscritto domani, nella sala giunta del comune turritano, dai rappresentanti dei due atenei, dalla Soprintendente Fulvia Lo Schiavo e dalla responsabile dell distaccamento di Porto Torres Antonietta Boninu. Gli scavi interesseranno la zona delle Terme Pallottino (una delle zone periferiche dell'area archeologica) e prevedono l'impiego degli studenti delle due università che, peraltro, vantano già una consistente esperienza maturata in campagne di scavo in diversi siti archeologici in Sardegna e nell'Africa settentrionale. Una zona di intervento che si preannuncia decisamente interessante, alla luce delle prove di scavo portate a termine nei mesi scorsi. Nei pressi delle Terme Pallottino sarebbe stato individuato un nuovo complesso termale ma anche i resti di una basilica. L'area interessata dagli scavi è solo una piccola parte dei 17 ettari della zona archeologica dell'antica Colonia Julia Turris Libisonis, fondata da Giulio Cesare, la più vasta area archeologica di tutta la Sardegna. Un altro aspetto interessante del progetto è che gli scavi potranno essere seguiti "dal vivo" dai visitatori, grazie alla presenza delle guide che potranno accompagnare gli ospiti prima all'interno dell'Antiquarium Turritano (il museo archeologicio di Porto Torres) e poi nell'area del palazzo del Re Barbaro, in realtà un monumentale complesso termale. E Bubastis? Alla divinità egizia è dedicato un piccolo altare rinvenuto durante gli scavi di Turris. Un'ara votiva eretta da un certo Cuspius, che era scampato a un naufragio, che adesso è esposta all'interno del museo turritano. Infine, non va dimenticato che ampie fasce della società romana avevano abbracciato riti esoterici e divinità provenienti dall'oriente. Ma ci potrebbe essere anche un altro motivo per cui è stato scelto questo nome: Bubastis, come Turris Libisonis, sorgeva sulle rive di un fiume, un particolare ben presente per il navigatore e mercante Cuspius, che aveva attraversato tutte le rotte del Mediterraneo. Turris era infatti uno dei porti più importanti dell'impero, come dimostra l'apposito spazio riservato alla colonia fra i "docks" del porto antico di Ostia. Ma la campagna di scavi che vedrà impegnati i due atenei sardi nasconde anche un piccolo desiderio segreto e cioé individuare le tracce di un'eventuale (anzi, probabile) insediamento precedente la fondazione di Turris Libisonis. Una citta punica o fenicia della quale, al momento, non si ha alcuna notizia.