L'Anac, la storica associazione degli autori cinematografici, prende di nuovo posizione sutt'affaire Biennale, all'indomani della nomina di Davide Croff alla presidenza dell'ente. «Riguardo ai problemi della Biennale - si legge in un comunicato dell'Associazione - e di tutto quanto messo in moto dal ministro per i Beni culturali Urbani nel tentativo di ridurne l'autonomia, l'Assemblea generale dell'Anac, svolta a Roma il 10 febbraio , ha deciso all'unanimità per il massimo sostegno a Moritz de Hadeln di cui si riconoscono la professionalità e l'assoluta indipendenza. AI presidente Croff e al nuovo cda l'assemblea chiede fermamente la sua riconferma». Insomma, l'Anac chiede a gran voce di riconfermare il direttore della Mostra messo alla porta da Urbani, insieme all'ex presidente dell'istituzione Franco Bernabè. Una riconferma di De Hadeln sarebbe auspicabile anche perché i tempi stringono e il festival del cinema di Venezia è sempre più a rischio. Di questa stagione, infatti, il lavoro di selezione e di ricerca dei film da portare al lido dovrebbe essere già iniziato. E ancora una volta i giochi politici dì questo governo rendono inceno il futuro di una delle istituzioni culturali più in vista del paese. Argomenti, però, che ad Urbani non sembrano dare grandi preoccupazioni. Soltanto l'altro giorno, infatti, il ministro dei Beni culturali si è dichiarato del tutto «sereno» e «tranquillo» rispetto al futuro della Mostra del cinema. Chi, invece, non lo è sono le associazioni che hanno a cuore il cinema e soprattutto la Mostra che, da sempre, ha potuto contare su di una propria autonomia, ora messa a rischio dalle «manovre» del governo. I tempi stringono, ma il direttore della manifestazione ancora non c'è. E il più accreditato tra i papabili, l'attore Giancarlo Giannini (da solo o con qualcun altro), ha smentito più volte di essere stato contattato.