Comune, sullimmobile di via Beltrami esplodono le divisioni allinterno della maggioranza. E monta la polemica La nuova sede dellAgenzia del Demanio può aspettare. Per la seconda volta consecutiva, la variante chiesta dallimpresa Putignano di Noci per un palazzo in via Beltrami non passa per mancanza del numero legale. Se allalba del 3 ottobre scorso alla maggioranza di centrosinistra mancò soltanto un voto, questa volta alla votazione partecipano soltanto in 20. Oltre che nelle opposizioni di centrodestra, il provvedimento provoca mal di pancia pure nella maggioranza di centrosinistra. Il gruppo dellItalia dei valori si dilegua, ma anche Lino Pasculli (indipendente di sinistra) e Michele Amoruso (Pd) preferiscono tenersi lontani dallaula. Se poi si considera che, fra chi rimane, i tre consiglieri di Rifondazione comunista e Massimo Maiorano (Pd) si astengono, il quadro è chiaro: quel cambio di destinazione duso da residenza a uffici non convince. Il palazzo si trova in unarea che il Piano regolatore generale destina a verde pubblico. Se fosse abbattuto, fanno notare le opposizioni, la variante consentirebbe di passare da verde a uffici. Per Giuseppe Loiacono (Udc) e Fabio Cassano (An) è un errore concedere la variante per fini pubblici (la costruzione del palazzo dellAgenzia del Demanio) su un immobile che è ancora di proprietà privata. «Fra i requisiti richiesti nel bando - spiega Cassano - ce nerano alcuni inderogabili. Comè stato possibile ammettere la proposta per quellimmobile, visto che lAgenzia del demanio aveva chiesto la compatibilità urbanistica?». Nel centrosinistra chi è pronto a votare la variante giura che non lo farà per disciplina di partito, ma perché non cè alcuna speculazione. Né sarebbe possibile - viene fatto notare - visto che si tratta di unarea a ridosso della ferrovia, sottoposta a vincolo. Nel centrosinistra si pone un problema politico. Limpegno di dare via libera al provvedimento, assunto davanti al sindaco Michele Emiliano (assente per altri impegni), non è stato mantenuto. Il consigliere Marco Lacarra, segretario cittadino del Pd, punta il dito contro i lItalia dei valori. «Deve fare chiarezza - accusa - Certi atteggiamenti ondivaghi non sono più ammissibili».