Diciassette "eccezioni" al limite invalicabile posto dallarchitetto. Il sindaco: "Niente di deciso" Gli ambientalisti lanciano lallarme, Marta Vincenzi frena: "Interventi per fare alloggi sociali, ma si vaglierà caso per caso" NELLA "diga" della Linea Verde, quella disegnata da Renzo Piano come una sorta di colonne dErcole rispetto alle costruzioni in collina, ecco spuntare diciassette buchi. Ma allora? Come mai il superarchitetto segna confini invalicabili che poi si valicano così facilmente? E perché? Facile: il Comune vuole in qualche caso costruire, in altri recuperare edifici già esistenti per farne alloggi sociali (vi risparmiamo il termine social housing), cioè case popolari o a canone agevolato per giovani coppie o categorie a reddito limitato: e gli spazi che vengono identificati sono soprattutto sulle alture, oltre, appunto, linvalicabile Linea Verde; allinterno, pare non si sia trovato nulla. Qualcosa non torna: quelle diciassette aree, in parte verdi, allarmano gli ambientalisti e se ne parla anche nel convegno sugli indirizzi del Puc promosso ieri pomeriggio allo Starhotel da Legambiente. «Ma questo non è un Prg approvato, sono indirizzi. E quindi tutti quanti attendono solo di essere discussi, vagliati e modificati insieme. E io chiederò al consiglio comunale una variante di salvaguardia che sia valida per due anni in attesa del nuovo piano» avverte la sindaco Vincenzi rispondendo agli interrogativi del presidente di Legambiente Stefano Sarti e dellarchitetto Giovanni Spalla. Quindi un ragionamento che vale per tutto, diciassette "sforamenti" compresi. Ma non si poteva restare entro i limiti, invece di cercare di modificare il confine sbandierato? Bruno Pastorino, assessore al patrimonio, ricorda che le diciassette aree (cinque nella zona di Begato, due a Prà-Voltri, altre a SantEusebio, via Vezzani e via Negrotto Cambiaso a Rivarolo. via Mendozza, costa degli Ometti, via Pino Sottano e via Berghini) fanno parte delle 34 previste nel bando in cui il Comune invita operatori e proprietari a partecipare ad una sorta di project financing degli alloggi sociali, mettendo insieme fondi privati e pubblici. Quanti alloggi? E chi lo sa: si discuterà sforamento per sforamento. Nulla di immutabile nel nuovo strumento di programmazione urbanistica, mette le mani avanti la sindaco. Tutto, spiega, dovrà avere più ipotesi, nulla si adotterà a scatola chiusa anche nei tempi più brevi: «per larea Boero, per Boccadasse, per la Verrina, abbiamo chiesto più progetti» dice. E oggi, in consiglio comunale, porterà la sua idea di dibattito pubblico sulla Gronda, alla maniera francese: sarà la società Autostrade a sostenere i costi, presentando più dossier - tre o quattro le varianti possibili - e anche promuovendo una commissione indipendente (per quanto possibile) che soprattutto vaglierà costi e benefici.