Torna oggi in Consiglio a Venezia la mancata adozione della legge sul riordino degli enti Una campagna via fax per salvare le Comunità Marcolini (Lessinia) scrive al presidente Galan: «Così è una sconfitta, il Parco che futuro potrà avere? Si corre contro il tempo per rimettere in piedi le comunità montane cancellate dalla mancata adozione di una legge di riordino. È convocato oggi alle 10.45 a Venezia, Palazzo Ferro-Fini, il Consiglio regionale con all'ordine del giorno anche questo argomento. Ma da indiscrezioni raccolte fra entrambi gli schieramenti è quasi certo che non si arriverà a una conclusione, perché il tema è al settimo punto dell'ordine del giorno, preceduto da 14 interrogazioni con relative risposte degli assessori competenti. C'è poi da superare lo scoglio della proposta di legge sulle norme per la riorganizzazione del servizio ispettivo e di vigilanza per il sistema sociosanitario veneto, di cui è primo firmatario Raffaele Zanon (Alleanza nazionale) e che nella seduta del 30 settembre scorso aveva causato l'abbandono dell'aula da parte dei consiglieri di Forza Italia, vanificando di fatto la possibilità di discutere in tempo utile la legge di riordino della comunità montane. Pare che la maggioranza stia trovando un compromesso sul tema del servizio ispettivo nelle Ulss, finora affidato alla Giunta ma che il Consiglio regionale chiede di avere fra le proprie prerogative. Passato questo argomento ci sarà quindi da affrontare il tema: «Sanità veneta senza governo, tra tagli alla spesa e premi alle inefficienze e agli sprechi» per il quale il Partito democratico aveva da tempo chiesto la convocazione urgente del Consiglio. Poi toccherebbe l'argomento delle comunità montane, ma difficilmente si arriverà a parlarne già oggi. Tuttavia il presidente della Comunità montana della Lessinia, Stefano Marcolini, si è fatto promotore di un'iniziativa legata a una lettera spedita a tutti i 18 sindaci dell'ente, oltre ai tre che ne sono coinvolti come Parco, quelli dei Comuni di Roncà, Altissimo e Crespadoro. Via fax è attesa la sottoscrizione firmata del contenuto, da spedire oggi al presidente Giancarlo Galan, agli assessori competenti, ai capigruppo consiliari e agli assessori e consiglieri veronesi, in tempo per l'avvio dei lavori. Un'iniziativa analoga partirà anche dalla sponda del Baldo, su proposta del presidente della comunità Cipriano Castellani. Nella lettera Marcolini sottopone al mondo politico alcune osservazioni, rilevando che una parte del Consiglio «ha dimostrato assoluto disinteresse per i valori della montagna, dimenticando l'importante funzione svolta in 30 anni e perdendo una grande occasione di riflessione». Per il presidente della Lessinia la mancata legge di riordino «è una sconfitta per la gente di montagna che non riceve la considerazione che merita e un'umiliazione per gli amministratori che vedono delegittimate le loro azioni per l'acquisizione di risorse e il potenziamento dei servizi». Parla anche di «sfascio della montagna», determinato dal mancato esercizio di una competenza che lo Stato aveva assegnato alla Regione e che, per ironia della sorte, la stessa Regione rivendica con un ricorso alla Corte costituzionale, lamentando il diritto di fare quello che in nove mesi non ha trovato il tempo e l'accordo per fare. «Il Parco della Lessinia, affidato in gestione alla Comunità montana, che futuro potrà avere?», si chiede Marcolini citando il sistema museale, gli immobili di cui l'ente è proprietario, nonché le collezioni scientifiche studiate e apprezzate in tutto il mondo e che rischiano di restare senza tutela. Infine una richiesta: «che il Consiglio regionale prenda coscienza della montagna veneta e veronese in particolare, nonché del ruolo che le comunità montane hanno e possono avere nello sviluppo socio-economico del territorio nell'ambito di una programmazione regionale per la montagna, assumendo idonei provvedimenti che permettano di evitare la scomparsa del riconoscimento del territorio montano veronese e il dissesto istituzionale a cui le comunità montane sono ormai vicine e del quale nemmeno il ministero competente è pienamente cosciente della portata e dei suoi effetti».
LA MONTAGNA CANCELLATA.Una campagna via fax per salvare le Comunità
Oggi il Consiglio regionale di Venezia si riunirà per discutere la mancata adozione della legge sul riordino degli enti. La campagna "Salviamo le Comunità Marcolini" ha inviato una lettera a tutti i 18 sindaci della Lessinia, chiedendo di sottoscrivere un'inchiesta sulle comunità montane. Il presidente della Comunità montana della Lessinia, Stefano Marcolini, ha denunciato la mancata legge come una sconfitta per la gente di montagna e un'umiliazione per gli amministratori. Il Parco della Lessinia, affidato in gestione alla Comunità montana, rischia di perdere il futuro.
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