Un progetto per l'Italia Come «testimonianza dell'impegno sociale e civile per il paese» saranno stanziati 100 milioni di euro in quattro anni IL modello è alto, e nobile. L'Olivetti degli anni di Adriano, e poi la Pirelli, che nell'impegno sociale ha creduto e costruito. Ma anche oggi «una grande azienda non vive in una "turris eburnea"», e ci deve «essere una visione sociale», che poi diventa anche un valore aggiunto della stessa azienda. Parole di Marco Tronchetti Provera, che è presidente Telecom e ieri ha presentato il «Progetto Italia» del gruppo Telecom Italia, assieme al sociologo Giampaolo Fabris e all'esperto di sondaggi Renato Mannheimer. Significa un supporto di oltre 30 milioni di euro (nel primo anno del progetto, che dura quattro anni e prevede un impegno economico complessivo di circa 100 milioni di euro). Soldi che andranno a finanziare la ricerca scientifica, la cultura, iniziative sociali e sportive. Un'iniziativa in linea con «la responsabilità che ha un'azienda delle dimensioni di Telecom Italia, Responsabilità che vanno al di là di quelle istituzionalmente dovute», spiegava ieri Tronchetti Provera a Palazzo Clerici, ad una platea di imprenditori come lui e di intellettuali, appassionati ed esperti d'arte, docenti universitari. È una «testimonianza dell'impegno sociale e civile per il Paese», in un momento in cui «il Paese ha le pile scariche, e si assiste spesso ad un "cupio dissolvi"».. Allora, adesso più che mai «serve» un progetto che deriva «anche dalla tradizione di Pirelli e Olivetti, dai loro laboratori di ricerca e dalla Fondazione Silvio Tronchetti Provera». Perché così è possibile «recuperare certi valori della società italiana che senza le tecnologie non potrebbero essere recuperate». Tre le aree di intervento: le attività culturali, che possono fare un salto di qualità grazie all'introduzione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, sfruttando l'apporto della multimedialità e il grande patrimonio di una rete veloce e potente. E qui si va dal Laboratorio digitale. E poi le attività sociali, soprattutto legate alla ricerca, con forte accento su istruzione, formazione e circolarizzazione del sapere (e la raccolta fondi per Telethon, Aire, Fai e Special Olympics, oltre che le tecnologie per la solidarietà a favore di associazioni come Emergency e Pony della solidarietà). Infine le attività sportive, considerate come fondamentali veicoli di valori, particolarmente presenti nel gioco di squadra, ma anche nelle discipline individuali. «Stiamo creando una linea di congiunzione tra chi si impegna nel sociale, chi studia e fa ricerca, chi conserva il nostro patrimonio artistico e culturale, riportando alla memoria la nostra storia e tradizione. Mettere in circolo le loro attività e le loro idee, costruirne un'ossatura, ci rende orgogliosi», commentava Tronchetti Provera. «In un momento non facile, di crescenti tensioni a livello internazionale, sentiamo la necessità, ma anche il dovere, di dare qualche cosa di più, di esercitare una funzione di stimolo al pensare e all'agire positivo, affinché la crescita possa poggiare su condizioni sociali, culturali e scientifiche che creino un terreno fertile e diano impulso per un ulteriore sviluppo».