La commissione Cultura della Camera, dopo il parere contrario del Senato, ha dato ieri finalmente parere favorevole alla nomina di Davide Croff come nuovo presidente della Fondazione della Biennale, risolvendo così in parte una situazione drammatica dopo l'uscita di Bernabè. Croff, indicato dal ministro Urbani, è passato con 28 voti pro e 12 contro e il decisivo appoggio della Margherita, ago della bilancia come accadde per Bernabè, mentre i diessini hanno votato contro ma con stima, non credendo alla possibilità di autonomia del neo eletto presidente. Andrea Colasio della Margherita sostiene che si è valutato un curriculum idoneo al compito e che rafforzerà l'autonomia del ruolo, dopo le polemiche. I commenti sono ora in gran parte pacifici, naturalmente da Urbani che ringrazia «tutti coloro che in Parlamento hanno permesso il ritrovato clima di serenità intorno a questa singolarissima vicenda», congratulandosi soprattutto e non a caso con il presidente delle regione veneta Galan per il determinante sostegno, dopo le note e violente polemiche seguite al progetto di riforma ministeriale. Galan prende la palla al balzo e risponde sullo stesso tono, di verifica ultimata: «Ciò che resta da fare è costruire la Biennale, bella scommessa. Con l'impegno di Urbani e la voglia di vincere di Croff il mondo della cultura internazionale si renderà conto che la nuova Biennale intensificherà e rinnoverà il suo desiderio di essere presente a Venezia». Lo stesso Croff, concluso l'iter legislativo se non avesse avuto parere favorevole avrebbe passato la mano, si parlava di commissariamento sostiene: «Da oggi posso svolgere il mio incarico compiutamente, dando il mio contributo, insieme a quello degli altri, per gestire il grande patrimonio di tradizione e della cultura della Biennale. La Biennale ha bisogno di stabilità e chiarezza in questo passaggio delicato: intendo quindi garantire il rispetto dei tempi per realizzare le cinque manifestazioni del 2004». Insomma si tratta di far fronte alle scadenze più urgenti, in primis la Mostra del cinema, convocando al più presto il Consiglio di amministrazione che dovrà decidere sulle nomine. Quella urgente è per il cinema, all'estero guardano con rispetto ma anche con sospetto, Cannes pare abbia già prenotato i film di Amelio e Martone. Croff pensa a una manifestazione in equilibrio che certamente valorizzi il nostro cinema ma che abbia decisamente un respiro internazionale. Le voci su chi reggerà la Mostra 2004: la nomina di Croff rafforza, seguendo Bernabè, la posizione di de Hadeln, il direttore ora pro tempore e non voluto da Urbani, che potrebbe riavere in extremis il mandato per un anno. In alternativa sono sempre molto gettonati i nomi di Giancarlo Giannini e del produttore Marco Muller, magari in coppia, il divo e l'organizzatore cinefilo, mentre qualcuno ipotizza anche un duo Giannini-de Hadeln.
Sì a Croff, ora rispunta de Hadeln
La commissione Cultura della Camera ha dato parere favorevole alla nomina di Davide Croff come presidente della Fondazione della Biennale, con 28 voti a favore e 12 contro. La nomina è stata appoggiata dalla Margherita e da Urbani, mentre i diessini hanno votato contro ma con stima. Andrea Colasio della Margherita sostiene che si è valutato un curriculum idoneo al compito e che rafforzerà l'autonomia del ruolo. Croff ringrazia Urbani e Galan per il sostegno e si impegna a costruire la Biennale, intensificandone il desiderio di essere presente a Venezia.
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