AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AI MINISTRI BONDI, BRUNETTA, TREMONTI In relazione al recente articolo "Archeologi contro Brunetta", apparso sul Corriere della Sera del 2.10.2008, questa Associazione desidera esprimere il suo totale, pieno appoggio a quanto manifestato dal personale tecnico-scientifico della Soprintendenza Archeologica di Roma. Si coglie l'occasione per avanzare ancora qualche considerazione sul lavoro quotidianamente svolto da archeologi, architetti e storici dell'arte nell'espletamento delle loro mansioni, che nell'affiancare e coadiuvare la dirigenza nei suoi compiti di tutela e salvaguardia del nostro patrimonio culturale, spesso ne condividono la responsabilità di firma. L'ampio uso che viene fatto dalla classe dirigente dell'istituto della delega porta da una parte un enorme beneficio all'Amministrazione che, in carenza di quadri dirigenti, riesce a mantenere standards di efficienza e qualità a costo zero; dall'altra, però, espone i funzionari di area C a sovraccarichi di lavoro non indifferenti e a rischi anche penali, senza apportare alcun vantaggio né economico né di carriera. Infatti le deleghe non vengono, nella maggior parte dei casi, valutate nei concorsi pubblici per la dirigenza nel MIBAC, cosa che può far pensare addirittura ad atti illegittimi o imperfetti, che potrebbero tra l'altro esporre l'Amministrazione a contenziosi per l'operato dei suoi dirigenti. Questo è ancor più grave se si considera la differenza tra la remunerazione della dirigenza, compresa tra i 3000 e gli 8000 euro, e quella dei funzionari, che giungono al massimo della carriera direttiva con una retribuzione che non supera i 1700 euro. In aggiunta a ciò, i funzionari tecnico-scientifici del MIBAC hanno un altro preciso diritto-dovere, vale a dirsi quello dello studio e pubblicazione dei dati inerenti il patrimonio culturale italiano, ai fini della tutela e della comunicazione al mondo scientifico: tutto ciò non soltanto in assenza dell'istituto dell'anno sabbatico, previsto in Italia per il comparto ricerca e all'estero per tutti i nostri colleghi basti pensare alla Grecia - ma addirittura senza permessi di studio, per cui la ricerca diventa un lusso a cui dedicarsi in ferie. Ebbene, proprio per questo siamo sempre molto criticati per il debito di conoscenza che grava sulle nostre spalle. Ma può capitare che le pubblicazioni scientifiche, così faticosamente redatte fuori dal normale orario di ufficio del tutto gratuitamente, addirittura a spese proprie, non siano adeguatamente valutate, pur se ospitate in prestigiose riviste e atti di convegni internazionali, anzi, valutate pochi centesimi di punto alla stregua di poche righe pubblicate su riviste di grande divulgazione. Allora, verrebbe da dire, tanto vale risparmiare il sonno e le ferie.ma per fortuna il nostro impegno è comunque apprezzato e noto, anche in ambito internazionale. ASSOTECNICI
LETTERA APERTA di ASSOTECNICI al Presidente della Repubblica
Il testo è un comunicato dell'Associazione dei Tecnici e degli Ingegneri del Comparto Archeologico (Assotecnici) che esprime il suo appoggio a quanto espresso dal personale tecnico-scientifico della Soprintendenza Archeologica di Roma. L'Associazione critica l'uso della delega da parte della classe dirigente dell'istituto, che porta benefici all'Amministrazione ma crea sovraccarichi di lavoro per i funzionari di area C. L'Associazione sostiene che le deleghe non vengono valutate nei concorsi pubblici per la dirigenza e che ciò può portare a atti illegittimi o imperfetti.
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