ROMA BRUNETTA scatena nuove (e feroci) polemiche. Nel mirino del ministro, dopo i presunti fannulloni nel pubblico impiego, i musei, definiti «polverosi» e dove «lassenteismo del personale può arrivare al cinquanta per cento, con lappiattimento burocratico nella loro gestione» e (altra botta che ha suscitato il classico fiume di reazioni indignate), «con enti lirici trasformati in centri di spesa inefficienti e clientelari nei quali non cè trasparenza e non si giustificano gli occupati». OVVIAMENTE, in molti non hanno gradito. «Credo - annota, sarcastico, il direttore dei Musei Vaticani e già ministro dei Beni culturali Antonio Paolucci - che Brunetta non conosca i musei. Se vuole, sono pronto ad accompagnarlo per quelli del suo Veneto». Paolucci non si ferma qui: «Lui, che è veneto, dovrebbe girare per i tanti piccoli musei della sua regione, musei minori, che poi sono quelli che innervano la storia dellItalia. Che siano polverosi è possibile, che abbiano pochi soldi è vero. Ma che il personale sia assenteista non è vero». E gli enti lirici? Su questo punto delicato, Paolucci si schiera col ministro per la pubblica amministrazione e linnovazione: «Che il mondo dello spettacolo, del cinema, della lirica sia pieno di clientelismi è vero. E vero che gli enti lirici sono carrozzoni clientelari». Lesponente del governo di centrodestra aveva puntato il dito contro il San Carlo di Napoli: «Dico no allennesima rappresentazione del Parsifal per un pubblico a volte ignorante oppure dedito alla rappresentazione di sé, come la borghesia che paga il 20 per cento del prezzo dello spettacolo a teatro, mentre loperaio se va alla partita la paga. Prima di chiudere una scuola io chiuderei il Fondo unico spettacoli. Se la borghesia vuole vedere lopera la paghi». Scendono in campo per replicare altri protagonisti oltre a Paolucci. La situazione dei Teatri Lirici è grave e «si tratta quindi di non sparare a zero e operare invece in modo costruttivo - afferma Paolo Arcà, compositore e direttore artistico del Maggio musicale fiorentino -. La storia e specificità culturale del teatro dopera è un patrimonio italiano che va salvaguardato e per farlo ci possono essere modi e forme diverse, ma bisogna avere uno spirito appunto costruttivo». DURISSIMA la Uil: «Brunetta straparla, dicendo solo sciocchezze. Chieda scusa». I musei italiani, sostiene il segretario generale Gianfranco Cerasoli, «non hanno paragoni al mondo rispetto agli orari, che sono i più lunghi in assoluto». E con la gestione Urbani, cioè di centrodestra, «che le aperture serali non si sono più fatte ed è con la gestione Bondi-Brunetta-Tremonti, che, per effetto dei tagli, i più grandi e noti musei italiani ritorneranno a praticare orari da terzo mondo, vale a dire solo due o tre ore invece di 11». Sferzante il Pd, con Vincenzo Vita: «Affermazioni assurde. Spero non vengano prese in considerazione dal governo. O si aprirebbe la fase della distruzione finale degli apparati culturali». LE REAZIONI Paolucci: «Non è vero». La Uil: «Chieda scusa.» Il Pd: «Assurdo».
Brunetta scatenato: musei polverosi, enti lirici carrozzoni
Il ministro dei Beni culturali, Brunetta, ha scatenato polemiche per le sue affermazioni sui musei italiani, definiti "polverosi" e con personale assenteista. Il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, ha risposto criticando il ministro, affermando che non conosce i musei e che il personale non è assenteista. Paolucci ha anche criticato gli enti lirici, che sono considerati clientelari. Altri esponenti del governo e del Pd hanno risposto criticando Brunetta e difendendo i musei e gli enti lirici. La Uil ha chiesto scusa per le affermazioni del ministro.
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