Nellimmaginario collettivo Como è il luogo ideale per abitarci. E quanto emerso dallo studio condotto dallUniversità Iulm di Milano per il calcolo dellindotto derivato dalle grandi mostre. Il campione su cui è stato effettuato lo studio è di 900 persone, tutte visitatori che sono arrivati sul lago per vedere la mostra "Labbraccio di Vienna" a Villa Olmo tra marzo e luglio. «La stragrande maggioranza dei visitatori - ha spiegato ieri il docente del Patrimonio dellimmagine dello lulm, Matteo Brega, allincontro "Il valore della cultura" organizzato nellex Chiesa di S. Francesco - ha detto di vedere in Como la città desiderabile per viverci». Si tratta di una delle anticipazioni dello studio sullindotto che sarà presentato domani in Comune dallassessore alla Cultura Sergio Gaddi. Su Como intesa come città darte si è espresso ieri anche Angelo Crespi, il direttore de "Il Domenicale", nonché consigliere del ministro per la Cultura, Sandro Bondi. «Como è ormai nota per due motivi ha detto Crespi - la presenza di George Clooney e le grandi mostre di Gaddi». Si tratta di quello che ieri è stato definito, usando un neologismo, "indotto dimmagine". «In poche parole - ha detto Gaddi cè un ritorno, anche a livello economico, che non è quantificabile. Per calcolarlo non si possono sommare gli introiti di bar, alberghi e quantaltro. Si tratta del ritorno legato allimmagine e quanto si parla di Como, anche attraverso i media, in Italia e nel mondo". Domani saranno resi noti i risultati del calcolo dellindotto economico vero e proprio: quanto fruttano, in termini di soldi, le grandi mostre alla città? Tra poche ore la risposta.