Il Consorzio di Bonifica ha ricevuto dal Ministero copia del vincolo storico-artistico che tutela il ponte di Via Leonardo da Vinci, costruito nel 1920, e le sponde del Fiumetto verso Massa, prospicienti il ponte stesso. Il vincolo porta la data del 3 novembre 2006 e quindi non si comprende perchè dopo due anni Vivaldo Tonini si sorprenda dell'esistenza di un documento che è perfettamente noto al Consorzio. Nella relazione che accompagna il vincolo il paesaggio dipinto da Carrà, incluso il ponte, viene paragonato al quadro di Van Gogh dipinto nel 1888 ad Arles e, in generale, ai paesaggi dipinti dal pittore a Auvers-sur-l'Oise. Per tali paesaggi lo stato francese ha decretato il vincolo come paesaggi culturali. Il paesaggio è stato conservato nel tempo ed è intatto dal 1952, cioè dall'anno in cui è stato dipinto, perchè i proprietari dei terreni sono rimasti praticamente gli stessi. Spiego meglio: nel 1952 la mia famiglia era già propietaria del giardino ora vincolato e, per quanto riguarda il lotto dall'altro lato del Fiumetto, la propietà è passata dal Prof. Cocchi al Prof. Floriani, senza alcuna modifica del giardino. Quindi da mezzo secolo la fruizione, o "il godimento" come lo chiama Tonini, del paesaggio avviene per tutti dal ponte e non dalle sponde, esattamente come avveniva al tempo di Carrà. La fruizione delle "preziose essenze" delle sponde sarebbe un falso storico che non trova alcuna giustificazione culturale. Sappiamo che esistono ancora preziosi lotti non edificati lungo il Fiumetto, ma siamo certi che a Tonini l'edilizia non interessa. Lungo il corso del Fiumetto le proprietà sono ancora oggi quasi tutte immutate. Si vedano le splendide costruzioni della Villa Pedrazzi e della Villa Il Meriggio, entrambe vincolate ai sensi della legge 1089, con i grandi giardini che costeggiano il Fiumetto. Si tratta di costruzioni del primo Novecento, per le quali il "godimento" è sempre stato solo dai ponti, sia per Carrà che per tutti coloro che passeggiano nella città verde di Roma Imperiale. Saremmo lieti di vedere muovamente navigare nel Fiumetto le piccole barche dipinte da Carrà nei 14 quadri dedicati al Fiumetto. Si chiamavano "chiattine", tanto erano piccole, ed erano usate dai pesactori per andare a pesca di anguille. Con un "chiattino" abbiamo tolto dal Fiumetto, nel tratto vincolato, un intero tronco che era caduto nell'acqua. È stato interessante assistere al lavoro degli uomini che non hanno creato alcun danno alle sponde, anzi i passanti si fermavano soddisfatti sul ponte ad osservare il lavoro. Ricordo inoltre che esiste una precisa cartografia delle zone sottoposte a vincolo paesaggistico, che è diverso dal vincolo storico-artistico, e tutta la zona nella quale scorre il Fiumetto è sottoposta a tale vincolo. Pertanto ogni intervento deve essere sottoposto alla Soprintendenza e deve averne l'approvazione. Per quanto mi riguarda, l'Ente per le Ville Versiliesi ha già richiesto l'intervento della Soprintendenza. Per la pubblicazione "Il Fiumetto di Carrà" è in corso la richiesta di patrocinio del Ministero per i Beni Culturali, patrocinio che passa dal Consiglio dei Ministri. La presentazione del libro alla Versiliana è già avvenuta col patrocinio della Direzione generale del Ministero.