Non conosce larticolo "incriminato" del giornalista inglese "premiato" dallistituto Veneto di scienze lettere e arti, ("me lo manda? lo leggo") ma non è daccordo nemmeno con la candidatura che qualcuno ha fatto del suo nome come "commissario" per Venezia ("per carità, devono funzionare le istituzioni"). Di sicuro a Salvatore Settis - Presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali, nominato da Rutelli, riconfermato da Bondi, ieri in città per presentare il suo libro sulla Scuola Grande di San Rocco - fa orrore lidea di una Venezia presentata come una Disneyland. «Sono contrarissimo ai limiti di accesso, ai controlli da città a tema, così come sono contrario ai commissari, nemmeno se si chiamasse Ruskin». Ma non vede bene, anzi non ama per niente i monumenti ricoperti da cartelloni pubblicitari. «Larte non va mercificata - dice, aggiungendo - Bisogna poi vincere gli inquinamenti visivi; e anche quelli sonori: basta con i concerti nelle piazze, nel cuore di una città». Capito? Senta professore se non vanno bene i cartelloni pubblicitari davanti palazzi e monumenti in restauro cosa dire quando un sindaco come Cacciari spiega che non ci sono più risorse pubbliche? «Bisognerà cercarle. In realtà le risorse non ci sono perché vengono tagliate». Spieghi. «Coi tagli - già decisi - il bilancio del beni culturali nel 2011 sarà tagliato del 95. Non resta nemmeno per pagare la luce. I soldi li abbiamo tolti noi...». E messi dove? «Al Ministero dei beni culturali sono stati tolti un miliardo e rotti di euro. Per darli allAlitalia. E una scelta politica. Chiedo: è giusto che il cittadino paghi Alitalia e i monumenti vadano al diavolo? A me non sembra la cosa più giusta. Fosse ministro della Pubblica Istruzione Croce non avrebbe votato a favore di questo». Continuando... «Cinque miliardi a Gheddafi siamo sicuri che glieli dobbiamo dare? I soldi ci sono, la volontà politica li indirizza in una certa direzione». Parliamo di sprechi? «Guardi che il numero delle mostre inutili nel nostro paese sono tantissime. E ad ogni centenario ci sono altrettante manifestazioni inutili: sprechi. Trentanni fa per il centenario del Giorgione furono fatti quattro convegni. Ne bastava uno. Così si continua. Mancano culture e capacità di individuare le spese. I soldi ci sono». Vedrà palazzo Ducale diventato una specie di rivista femminile, piena di pubblicità. «Anche Trinità dei Monti a Roma non è stata visibile per quattro anni. Cè un libro dove si sostiene che hanno fatto andare i lavori molto lentamente apposta per poter coprire la facciata con ragazze che reclamizzavano scarpe». Soluzione... «Ma quanti movimenti politici ci sono che si occupano dellinquinamento ambientale? Oltre a quellinquinamento occorrerebbe guardare a quegli inquinamenti che distruggono la persona umana e la sua cultura. Cioè quello visivo e quello acustico». Vada con gli esempi. «Non si capisce perché in tante città - in ore lavorative anche - in una piazza occorre fare un concerto. E inquinamento, vietato dalle leggi». Come quello visivo... «Sì. Io sono avverso al fatto di coprire monumenti e facciate con delle cose pubblicitarie». Fioccano migliaia e migliaia di euro per questo. Si fa a gara. «Lo so. Mettono anche allasta, in alcune città, quei posti. Ripeto: nelle dimensioni di adesso, come fanno ora no!». Cacciari dice che ai Comuni servono soldi. «Rispetto il suo parere. Il mio, di cittadino, dice che linquinamento visivo che queste cose comportano a Venezia come a Roma e ovunque è diventato un fenomeno grave. Anche a Piazza di Spagna ci sono stati lavori durati anni. A che scopo? Mantenere la facciata "pubblicitaria"». E la torre dellorologio di piazza San marco coperta dalla foto della torre di Pisa? «Una spiritosaggine, non puro uso commerciale. Attenti che lidea che il patrimonio culturale debba sempre dare un reddito immediato è pericolosa. Venezia coperta dai manifesti non piacerà più». Il ponte di Calatrava? «Bello, Ma quel vetro forse non va...».
VENEZIA - Settis: basta inquinare i monumenti di Venezia
Il giornalista e scrittore Salvatore Settis, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali, esprime la sua disapprovazione per la presenza di cartelloni pubblicitari davanti ai monumenti e alle facciate di Venezia. Secondo lui, l'arte non deve essere mercificata e i monumenti devono essere protetti. Settis critica anche la decisione di tagliare il bilancio del Ministero dei Beni culturali del 95% e di assegnare i soldi all'Alitalia. Egli sostiene che il cittadino non dovrebbe pagare per il mantenimento dei monumenti e che la volontà politica è la chiave per indirizzare i soldi in una certa direzione.
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