«Discuterò il progetto con il ministro: ha già modificato il tracciato della tramvia di Firenze: non si può snaturare il centro» Che il passaggio del Civis in Strada Maggiore e via San VItale la lasciassero perplessa non ha mai tentato di nasconderlo. Laveva fatto capire appena arrivata alla dirigenza regionale dei Beni culturali a giugno, lha fatto trapelare più volte in questi mesi e ieri lha detto chiaramente. Anzi, di più. Il giorno dopo lappello dei vertici di Italia Nostra, che da Bologna hanno chiesto al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi di bloccare il Civis come ha fatto a Firenze con la tramvia, la dirigente regionale dei Beni culturali, Carla Di Francesco, ha detto senza mezzi termini: «Il progetto del Civis è ancora più preoccupante di quello della tramvia di Firenze, perché non si tratta di un semplice passaggio del nuovo mezzo in strade molto delicate: bisogna smantellare la pavimentazione di basoli vecchi, sostituirla con lasfalto e poi costruire nuove opere che modificano lassetto urbanistico». E le nuove opere sono, naturalmente, le banchine di fermata: «Quelle strutture di avvicinamento ai portici, con tanto di barriere di sicurezza, sono davvero preoccupanti se realizzate su vie storiche e strette come Strada Maggiore e San Vitale». Ma anche, attenzione, via Ugo Bassi. Una riserva che è un po più di una riserva, adesso. E anche il caso Civis arriverà dritto dritto a Bondi. Il mittente: la stessa Di Francesco. «Quella sul filobus non è una decisione che la Soprintendenza provinciale e la Direzione regionale possono prendere tra loro: manderò il progetto al comitato tecnico-scientifico, che è il livello amministrativo più alto a cui si rivolge lo stesso ministro». Al quale spetta dare, poi, lindirizzo politico. Esattamente come ha già fatto con la tramvia di Firenze. La sua posizione contraria allopera che dovrà passare tra il Duomo e il Battistero ha dato forza ai comitati bolognesi e a Italia Nostra. E di questo la Di Francesco non può (e non vuole) non tenerne conto. «Dopo Firenze, il caso Bologna farà da apripista a livello nazionale, bisogna portarlo a Roma e prendere la decisione al livello più alto». Alla futura riunione dellorganismo consultivo del ministero sarà invitato anche il Comune. «In quella sede - spiega la Di Francesco - verrà presa la decisione più giusta». Poi il colpo finale che potrebbe definitivamente scardinare le certezze di Palazzo dAccursio: «Non ci trovo nulla di strano - dice - se decidessimo di far fare al Civis un percorso diverso, potrebbe essere una soluzione». Che è lipotesi che lamministrazione esclude da anni e che ha escluso categoricamente anche dopo lapertura a uneventuale modifica al progetto ventilata qualche settimana fa dai tecnici del ministero dei Trasporti durante lincontro a Roma con i comitati del «no». «Il progetto del Comune è quello e, giustamente, viene difeso, ma io con loro dellipotesi di cambiare il percorso ho parlato più volte». E, a sorpresa, tra le strade che la Di Francesco vorrebbe stralciare dal progetto non ci sono solo le «classiche» Strada Maggiore e via San Vitale, ma ieri è spuntata anche via Ugo Bassi. «Quello è il cuore della città. Ce lo immaginiamo alle prese con tutte le difficoltà di approdo e di costruzione delle banchine?». Lei, evidentemente, non se limmagina proprio. Ma non se lo immaginano (da anni) nemmeno Altrainformazione e i comitati del «no», così come (da qualche mese) neppure Ascom. Bisognerà vedere se succede la stessa cosa al ministro Bondi. Firenze docet? daniela.corneorcs.it