«Non abbiamo venduto, né venderemo mai alcun bene di valore culturale». La rassicurazione è arrivata ieri dal ministro dei beni culturali, Giuliano Urbani, a margine della sua visita ai cantieri della metropolitana di Napoli nei quali sono stati ritrovati reperti archeologici con tracce del porto antico della città, edifici riccamente decorati, imbarcazioni romane e fontane del XIII secolo. Al riguardo il ministro non ha escluso che possano venire impegnate ulteriori risorse in aggiunta ai 30 milioni di euro stanziati per Napoli dal suo dicastero nel triennio 2003-2005 con lo scopo di valorizzare e recuperare quanto è emerso dagli scavi. Riguardo ai beni culturali il ministro ha spiegato le procedure per l'alienazione dei beni. «Abbiamo creato», ha spiegato Urbani, «un meccanismo per separare all'interno del demanio statale i beni che hanno un valore storico-artistico, che vanno a costituire per la prima volta il demanio storico-artistico, da quelli che non hanno nessun interesse culturale. E questi, prima li vendiamo meglio è. Non solo per le casse dello stato, ma soprattutto perché smettiamo noi di fare manutenzione su cose che i privati possono fare meglio di noi e a loro spese». Il ministro, poi, ad una specifica domanda sulla regola del silenzio-assenso, ha risposto che «purtroppo nella politica italiana spesso si confondono i timori con quello che in realtà indicano le normative. La regola del silenzio-assenso serve a spingere i soprintendenti a dare risposte in 120 giorni. L'elenco che arriva a loro è già filtrato dal ministero dei beni culturali, e quindi la possibilità che ci sia un bene culturale è pari a zero. Il soprintendente poi esprime un parere vincolante, sono sufficienti due righe di dissenso, nelle limitazioni d'uso da parte dei privati». Urbani ha speso parole per l'opera dei soprintendenti, a suo giudizio «gendarmi artistici di cui siamo particolarmente orgogliosi, ce li ha solo l'Italia», e ha auspicato che i privati possano essere coinvolti di più nella gestione dei musei, sempre però per servizi minori quali pulizia e illuminazione, e sempre e solo sotto la dircezione dei soprintendenti». Intanto, a Napoli, il ministro è rimasto particolarmente colpito dalla visita ai cantieri della metropolitana. «Una metropolitana», ha detto, «che pensa al futuro della città riscoprendone il passato. Una metropolitana che, oltre a stazioni decorate da lavori di artisti contemporanei, consenta a turisti e cittadini di ammirare attraverso pannelli di plexiglass monumenti antichi, testimoni dell'assetto urbani e delle genti che furono».