Caschi bianchi in azione da lunedì. Intesa sindaco-soprintendente per l'istituzione di una cabina di regia Si intensifica la lotta ai gazebo fuorilegge. Dopo il sequestro delle strutture esterne di tre bar in piazzetta Rodinò, la polizia municipale non intende fermarsi: da lunedì mattina, verranno setacciati a tappeto i locali dislocati tra piazza Amedeo, piazza Sannazaro, piazza Santa Caterina e Posillipo. C'è infatti il fondato sospetto - praticamente una certezzza per gli ambienti di Palazzo Reale - che anche le strutture allestite in queste zone con il via libera del Comune siano prive dell'autorizzazione della soprintendenza ai beni ambientali e architettonici, e che le uniche a norma siano quelle di piazza dei Martiri. Ieri la task force dei vigili urbani guidati dal tenente Gaetano Frattini, comandante della VI unità, si è recata nuovamente in piazzetta Rodinò per apporre i sigilli al gazebo del bar «Orange», ma il proprietario risulta ancora fuori Napoli e quindi non è stato possibile procedere alla verbalizzazione; per «Rodinò 28», invece, lunedì o martedì dovrebbe essere pronta l'ordinanza di sequestro. Dietro i sigilli imposti a «Cimmino», «Orange», «Coco Loco» e «Gran Bar Riviera» ci sarebbe un corto circuito tutto interno al Comune. «Evidentemente gli uffici non dialogano tra loro - commenta Giacomo Laudato, funzionario della soprintendenza - e noi siamo costretti a fare i controllori. Stiamo prestando grande attenzione anche ai cartelloni pubblicitari privi di parere della soprintendenza che oscurano monumenti e palazzi storici». La conferma del mancato raccordo arriva anche dall'assessore comunale al commercio, Mario Raffa: «Per evitare che questi casi si verifichino nuovamente stiamo dando vita ad una cabina di regia con i colleghi Scotti, Nuzzolo e Imperlino. Non c'è dubbio che sulla vicenda dei gazebo c'è stata una mancanza di coordinamento tra gli uffici comunali e la soprintendenza, ma cercheremo di porvi rimedio come abbiamo agito sulla questione mercati: l'impresa deve ascoltare un'unica voce in modo da evitare rischi. Già lunedì sindaco e soprintendente annunceranno i dettagli di questa nuova metodologia». Insomma, il Comune vuole evitare assolutamente conflitti con altri enti, ma stringere piuttosto un'intesa per il futuro. Intanto, ieri pomeriggio si è svolta una riunione dei commercianti colpiti dai provvedimenti negli uffici della polizia amministrativa. «La soprintendenza ha rigettato il protocollo d'intesa con l'amministrazione - ha detto Davide Santelia, proprietario del bar «Rodinò 28» - rendendo del tutto autonoma la polizia amministrativa di concedere i permessi. Ma poi siamo sicuri che tutti gli altri abbiano gazebo diversi dai nostri? La verità è che stiamo subendo un abuso vero e proprio, e quindi non siamo tenuti a presentare alcun progetto nuovo perché siamo in regola: con calma valuteremo se fare causa per chiedere i danni che potremo subire nelle prossime settimane». Insomma, un muro contro muro. E chi ha scelto questo atteggiamento ha avuto ragione: è il caso di Pasquale Barbaro, titolare del Salone Margherita in via Santa Brigida. Il suo gazebo è stato sequestrato il 1 settembre scorso sempre per la mancanza di autorizzazione della soprintendenza, ma il 7 ottobre la dodicesima sezione del Tribunale ha accolto il ricorso disponendo il dissequestro della struttura. «Abbiamo vinto, ora stiamo aspettando che arrivino i vigili urbani a togliere i sigilli come è stato indicato nella sentenza», racconta Barbaro. Sembra così aprirsi uno spiraglio per gli altri esercenti presi di mira in questi giorni per gli stessi motivi di natura burocratica.