Don De Scalzi "Se è stato deciso di fare il parking si lavori senza perdere altro tempo" Un cantiere fermo e una voragine a cielo aperto, piena di erbacce e di rifiuti, dove un tempo cera un affollato posteggio fuori da ogni controllo. Sul parcheggio in costruzione di piazza SantAmbrogio tutti hanno detto la loro, tranne labate della basilica più antica della città. E così don Erminio De Scalzi, dopo due anni di immobilismo delle istituzioni, prende liniziativa e boccia tutti. «È tempo di decidere. Senza perdere ulteriore tempo. È cosa riprovevole il continuo susseguirsi di ordini e contrordini». Lo scrive sul bollettino parrocchiale "Una voce dalle due torri", nel numero di ottobre uscito ieri, a disposizione di tutti in chiesa. De Scalzi una sua idea sullopportunità di costruire un garage interrato da 500 posti su cinque piani, evidentemente, ce lha. Ma non vuole dirla. A lui preme soprattutto che si esca dallo stallo attuale. «Non entro nel merito dellassenso alla costruzione o meno di un parcheggio perché questo non compete allautorità ecclesiastica - si legge nel bollettino - è compito dellautorità civile nel rispetto delle leggi e della tutela dellambiente». Ma labate, che tutti i giorni, da due anni, si confronta con i cittadini del quartiere e di opinioni ne sente diverse, sollecita le autorità a fare qualcosa per sistemare la «voragine che ostacola la viabilità e abbruttisce una delle zone più visitate della città da parte dei turisti». La basilica di fondazione paleocristiana, dove sono seppelliti i santi martiri Gervasio e Protasio, è in effetti meta di frotte di giapponesi, russi, cinesi, armati di fotocamere. Gente che resta sorpresa vedendo labbandono in cui giace la piazza della chiesa. De Scalzi non vuole appoggiare il partito di chi è contro il parcheggio - residenti e comitati ambientalisti - o quello di chi è a favore - il Comune forte del parere positivo della commissione del ministero dei beni culturali chiesto dalla ex sovrintendente Carla Di Francesco. Ma spinge perché si vada in una direzione o nellaltra, perché in qualche modo venga chiusa la voragine scavata per verificare che cosa ci fosse nel sottosuolo. Gli archeologi hanno scoperto antiche tracce di uno stradone e i resti di una necropoli. Fatto quello, se ne sono andati e non si sa molto del futuro della piazza. Così De Scalzi insorge: «Se coloro a cui compete la decisione decidessero di realizzare i parcheggi - scrive - auspicherei che non si perdesse ulteriore tempo e si realizzassero nel più breve tempo possibile. Se in vece si decidesse di non realizzarli, auspicherei che venisse detto no anche a quel parcheggio a cielo aperto che, antecedentemente allo scavo, occupava e abbruttiva la piazza». Infine un auspicio: «Oso anche manifestare un sogno. La realizzazione di una piazza degna della basilica più cara a tutti i milanesi». Purtroppo, la ditta che deve iniziare a costruire il parcheggio interrato non può partire prima che si sia compiuto liter burocratico con lapprovazione finale del progetto partito nel 2001. Manca il via libero definitivo da quella che viene chiamata "conferenza dei servizi", un passaggio tecnico. Il Comune spera di poter inaugurare i lavori entro la fine dellanno. Per terminare nel 2010.