ROMA «Sono sereno e contento per le prospettive della Mostra del cinema». Così dichiara il ministro Giuliano Urbani alla vigilia del voto di oggi nella Commissione Cultura della Camera sulla designazione di Davide Croff alla presidenza della Biennale. Ma dopo il parere negativo espresso dalla Commissione del Senato, la votazione di oggi appare tutt'altro che scontata nel risultato. Croff avrebbe già fatto sapere che, nonostante il parere delle commissioni parlamentari sia consultivo, di fronte a una nuova bocciatura non esiterebbe a passare la mano. Ma la minaccia di Croff, più che preoccupare il ministro, ha sollevato allarme nell'opposizione: se Croff si ritirasse, si teme che Urbani potrebbe cogliere l'opportunità per nominare un commissario nella persona del fedelissimo Francesco Alberoni, già presidente della Scuola Nazionale di Cinema, consigliere di Cinecittà Holding e della Rai, prefigurando un evidente conflitto di interessi. Così il paradosso che il presidente designato dal ministro possa essere sostenuto dall'opposizione contro il parere di buona parte della maggioranza è qualcosa di più di un'ipotesi.