Progetto Sette milioni di euro per recuperare secoli d' arte cistercense Dopo venticinque anni di restauri, da oggi l' Abbazia di Morimondo, fondata nel 1136 dai monaci cistercensi, torna ad essere visitabile nella sua interezza. Conclusi infatti i lavori di recupero delle ventiquattro celle dei monaci, lo studio dell' abate, le cantine e il lapidarium, la stanza, dove saranno custoditi tutti i reperti dell' arte edilizia ecclesiastica. Il 30 dicembre 1982 il Comune acquistò l' abbazia dagli eredi del pittore Angelo Comolli che l' aveva comprata nel 1917, accollandosi una spesa di 700 milioni di lire contando solo sulle proprie forze e sul contributo del Parco del Ticino, che fornì la metà della somma. Ma la situazione era a dir poco disastrosa: le volte del chiostro dell' abbazia erano state murate per diventare alloggi e magazzini. Nelle stanze dei monaci abitavano decine di famiglie. Nelle cantine c' erano le stalle di due aziende agricole e non mancava neppure il negozio del fornaio del paese. «Poi nel 1985 - racconta il sindaco - la grande nevicata fece crollare gran parte del tetto». Il Comune lanciò l' allarme e grazie ai prestiti regionali, mutui e donazioni, nel 2003 si è arrivati a un accordo di programma di 7 milioni di euro, promosso dalla Regione e dal Ministero dei Beni culturali, che ha permesso il completamento dei restauri.