Dalla Fondazione CrModena un milione di euro per il progetto MODENA. Le maggiori istituzioni culturali modenesi e regionali puntano molto sulla valorizzazione degli archivi modenesi. Un accordo è stato siglato ieri nella sede della Fondazione Cr Modena che lo finanzia con un milione di euro attraverso il progetto triennale "Archivia-Mo". Si tratta di un protocollo d'intesa tra Fondazione, Cedoc della Provincia, l'Istituto Beni culturali della Regione e Direzione regionale. Nel nome di una sinergia sempre più stretta tra istituti culturali importantissimi per la trasmissione alle future generazioni della memoria storica del territorio, ossia le centinaia di archivi pubblici e privati della provincia, è stato siglato un patto ufficiale per valorizzare i documenti storici del nostro territorio che porterà a cataloghi on-line sul portale dell'Istituto per i beni culturali dell'Emilia Romagna raggiungibile all'indirizzo www.ibc.regione.emilia-romagna.it. Gli enti modenesi -fino ad ora sono stati stanziati 212mila euro per 33 archivi di cui 24 consumabili sul web - stanno "riversando" in internet le centinaia di inventari delle loro carte antiche, che a volte occupano scaffali per decine di chilometri nei depositi, e questo è il primo importante risultato ottenuto dal progetto triennale "Archivia-Mo". «Gli inventari su internet - dicono Marco Cattini e Giuliano Muzzioli, docenti universitari e curatori dell'attività - faranno risparmiare molto tempo agli studiosi perché permetteranno di frequentare gli archivi a colpo sicuro. Quella annunciata oggi è la posa della prima pietra perché la convenzione garanisce la massima attenzione scientifica». «Siamo molto soddisfatti - dicono insieme Andrea Landi, presidente della Fondazione e collega professore dei 2 curatori, e Alessandro Zucchini direttore dell'Ibc - dell'accordo raggiunto in nome di una sinergia utilis-sima, ma difficile da mettere a punto. La nostra regione è in Italia tra quelle più virtuose nell'ambito della tutela, valorizzazione e gestione dei beni culturali, e il mondo degli archivi ha bisogno di questi progetti perché storicamente è questo l'ambito più "povero" di risorse. Gli archivi modenesi poi si inseriscono in un contesto più ampio perché, benché non sia ancora giunto a questo livello d'intesa, c'è un progetto simile in corso a Bologna grazie alla Fondazione Del Monte». Il progetto ha anche un aspetto didattico importante: il Cedoc e l'archivio di Stato, insieme ai due curatori e al tecnico archivista che operativamente segue il progetto della fondazione ex bancaria, predispone la formazione degli operatori del settore attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie (hanno partecipato in tutto un centinaio di professionisti a due corsi).