Il soprintendente Scalini: iniziative a Sassuolo e anche fuori regione La Galleria Estense è costretta a emigrare al Palazzo Ducale di Sassuolo e addirittura fuori regione, se vuole organizzare alcuni appuntamenti espositivi che il nuovo soprintendente Mario Scalini ha già pronti. Il motivo è la mancanza di spazi idonei alle grandi mostre nel centro della città. «Sono soprintendente a Modena e Reggio da poco - ricorda Scalini, noto studioso toscano soprattutto di armi e arti antiche - ma insieme all'ottimo staff di storici dell'arte e di stagisti che ho individuato la Galleria Estense sta progettando alcune mostre in spazi fuori città e fuori regione perché a Palazzo dei Musei non c'è posto per queste attività». Il dirigente del ministero illustra la situazione della carenza evidente di spazi espositivi a Modena con un accento bonario che però tradisce la preoccupazione per il futuro della nostra città nella "guerra" che sempre più le municipalità intraprendono sul fronte culturale-espositivo. Un turista culturale, del resto, sceglie in base all'offerta dove recarsi. Forse la panacea sarà la riqualificazione di Palazzo Sant'Agostino - una convenzione tra Stato, Comune e Fondazione Crino - dove andranno le biblioteche Estense e Poletti, ma certo passeranno anni. Viene il "magone" pensando a spazi artisticamente straordinari come Palazzo Ducale e Palazzo Te a Mantova, Palazzo dei Diamanti e Castello Estense a Ferrara, esempi di luoghi dove si realizzano rassegne da decine e centinaia di migliaia di visitatori. L'Estense dunque va in "esilio" per quanto riguarda le mostre - necessario complemento dell'attività museale - o vedendola in positivo, anche se occorre proprio essere ottimisti, "esporta" il suo marchio. «Peccato, la Galleria non ha spazi e siamo costretti a progettare fuori regione, perché il Boro Boario dipende da un altro ente e in più lì, soprattutto per motivi assicurativi, le esposizioni costano il doppio. Nel modenese abbiamo richiesto alla Fondazione Cr Modena, che presta fortunatamente molta attenzione alle vicende culturali, erogazioni per un progetto espositivo già impostato pensando al Palazzo Ducale di Sassuolo: lì ci sono metri disponili oltre a bellissimi affreschi e oltretutto il Mibac ha appena destinato un milione di euro per la messa a norma degli spazi espositivi. Intanto la Fondazione ci sta finanziando l'attività didattica in Galleria e i cicli di conferenze. Molto bene». Sull'attenzione ai prestiti da parte dei musei pubblici invita a fare attenzione anche Roberto Cecchi, direttore generale del ministero della cultura e interviene anche Francesco Piccinini, direttrice dei musei civici, anch'essi con problemi di spazio: «Noi non siamo il bancomat dell'arte - replica la funzionaria alla segnalazione della Gazzetta di tanti prestiti modenesi in interessanti mostre ora aperte a Parma, Mantova, Reggio - io i prestiti li concedo se sono salvaguardate tutte le condizioni conservative, se la mostra è seria scientificamente e se l'opera d'arte è utile alla rassegna. Non penso solo al mio orticel-lo, dunque trovo che se mostre fuori Modena sono ben fatte mi pare più utile partecipare in questo modo, piuttosto che realizzare un piccolo appuntamento interno».
MODENA - L'arte emigra: Qui mancano gli spazi
Il nuovo soprintendente Mario Scalini ha annunciato che la Galleria Estense di Modena dovrà "esiliarsi" fuori dalla città per organizzare mostre, a causa della mancanza di spazi idonei nel centro. Scalini ha spiegato che il Palazzo dei Musei non ha posto per le mostre e che quindi stanno cercando spazi fuori città e fuori regione. Il dirigente del ministero della cultura ha anche parlato della carenza di spazi espositivi a Modena e ha menzionato la riqualificazione di Palazzo Sant'Agostino come possibile soluzione. Altre istituzioni culturali di Modena, come la Fondazione Cr Modena, stanno finanziando attività didattiche e conferenze nella Galleria Estense.
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