NAPOLI. È Pompei l'altra "creatura" di Berlusconi dopo Napoli ed i suoi rifiuti. L'azione del Governo, infatti, si è snodata fino al commissariamento del famoso sito archeologico nel Comune vesuviano, dove il premier avrebbe voluto recarsi ieri per osservare lo stato degli scavi affidati a Renato Profili. «Ci andrò la prossima volta - ha intanto confermato il Presidente del Consiglio durante la conferenza stampa del pomeriggio - ma quel che conta è aver ridato dignità a Pompei». Secondo il Cavaliere, che sulla questione parla di contatti quotidiani con il ministro competente, Sandro Bondi «gli scavi hanno recuperato la propria originale attrattiva ed oggi siamo davanti ad un sito nuovo e finalmente funzionante». Una soddisfazione espressa da Berlusconi pure con l'impegno degli addetti che «hanno aperto le antiche case inaccessibili da tempo, oltre a completare il ritrovamento di tre edifici». «Anche in questo caso - dice ancora i titolare di Palazzo Chigi - abbiamo saputo dimostrare che da una condizione negativa può nascere un avvenire positivo. Adesso Pompei va bene - ribadisce sull'argomento - e non mi farò scappare l'occasione di visitare al più presto i reperti conservati». Convinzioni che il Cavaliere difende dal fuoco di chi giudica una "dannosa diarchia" la convivenza tra il commissario straordinario Profili e lo storico soprintendente pompeiano, Giovanni Guzzo: «La doppia linea non è un pericolo - replica il premier - ed a testimoniarlo ci sono i tanti passi in avanti fatti dopo il nostro intervento». Resta ancora da decidere, tuttavia, la data in cui il Presidente del Consiglio ispezionerà il sito archeologico alla falde del Vesuvio. Al momento si parla di venerdì , anche se la visita potrebbe slittare in virtù della domenica successiva, quando in piazza Bartolo Longo sarà Papa Benedetto XVI a celebrare la santa messa del giorno festivo». Il ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, non ha frattanto lasciato il territorio partenopeo forse proprio per organizzare il sopralluogo del proprio leader. Saltano intanto tutte le speranze partenopee di ospitare i potenti del pianeta per il "G8" del prossimo anno che si terrà a La Maddalena: «Ci teniamo molto a mostrare al mondo il nuovo aspetto di Napoli - ha detto in tal senso Berlusconi - ma dobbiamo ricordare che nel 2009 non ci saranno soltanto i summit dei capi di Stato». Il Governo, insomma, intende portare nel capoluogo campano una delle riunioni dei ministri che rappresentano gli otto Paesi, «un "G8" - spiega ancora il Cavaliere che potrebbe diventare un "G14" con l'inserimento di Cina, Brasile, Sudafrica, India, Egitto e Messico». La scelta sembra attualmente convergere sui dicasteri all'Ambiente (pure se non sono esclusi la Difesa e gli Interni), preferenza che sarebbe un forte segnale dopo la vergogna delle esposizioni di "monnezza" diffuse nei cinque continenti. «Insieme al sottosegretario, Guido Bertolaso, ha riferito ancora il premier- stiamo studiando il metodo giusto per attirare in città i media planetari affinchè possano certificare la nuova immagine di Napoli». Stretta, infine, pure a proposito del Forum delle Culture, su cui il Presidente del Consiglio spiega «di aver individuato tre nomi a cui proporre di traghettare la città all'evento previsto nel 2013». «Ne discuteremo con il Presidente della Regione, Antonio Bassolino, ed il sindaco Rosa Russo fervorino - precisa Berlusconi - la decisione conclusiva deve essere condivisa ed alla prima occasione utile parlerò della rosa dei nomi con le Istituzioni locali . L'importante - conclude è che si tratti di una persona competente sotto l'aspetto culturale ed in grado di dirigere una macchina così complessa».