Il colle conteso. Soru propone a Coimpresa quattro tra palazzi e aree, oltre a 15 milioni, per liberare il sito Cualbu rigetta l'offerta: «Mancano i presupposti». Martedì arrivano gli inviati di Bondi Il primo passo per risolvere il braccio di ferro su Tuvixeddu è abortito ancor prima di diventare ufficiale. La Regione ha avanzato una proposta a Coimpresa con i beni da offrire in cambio dell'intero colle della necropoli punico-fenicia, compresa via Is Maglias dove sorgeranno i palazzi di Cualbu. Ma il modello Monopoli - libera quella "casella" e occupane un'altra - non ha funzionato. Gualtiero e Giuseppe Cualbu hanno letto la missiva di una pagina, inviata mercoledì da Viale Trento, e l'hanno rispedita al mittente senza neanche farla valutare dai legali. «Mancano i presupposti: non si riconosce il lavoro di anni», è la risposta di Nuove Iniziative Coimpresa. Ma un'intesa bisognerà pure trovarla: martedì arrivano gli inviati del ministero, coinvolto forse di malavoglia in una contesa senza fine. LA "COMPENSAZIONE". Quattro i beni offerti al costruttore dal Governatore Renato Soru, che ha firmato la lettera: gli edifici dell'ex Ersat in viale Monastir, l'area militare tra viale Colombo e Su Siccu, gli alloggi degli ufficiali nella caserma Ederle a Calamosca e l'ex Enalc Hotel, che oggi ospita gli uffici dell'assessorato al Lavoro, proprio ad un passo dall'Hotel di Cualbu. Da aggiungere, una "compensazione" in denaro di 15 milioni. Nessun riferimento ad un risarcimento danni, che certo Coimpresa pretende per progetti, opere di urbanizzazione, due anni di blocco dei lavori. Ma il riferimento è ancora un tabù. "Una proposta indicativa hanno spiegato fonti regionali - che deve essere passata al vaglio Commissione tecnica e della Giunta regionale. Di certo, si tratta di un primo passo (è chiarito anche nella lettera, ndr) per rispettare quanto ha suggerito il ministro Sandro Bondi». Ovvero quell'accordo tra Regione, Comune e privati che il rappresentate del dicastero ai Beni culturali ha auspicato al termine dell'incontro di martedì con Soru, il sindaco Floris, l'assessore Maria Antonietta Mongiu e i soprintendenti Gabriele Tola e Fulvia Lo Schiavo. Vero è che perla prima volta quello che dovrebbe essere il garante del patrimonio culturale nazionale ha parlato della «necessità di tutelare il complesso di Tuvixeddu-Tuvumannu». Ma fin da subito è stato chiaro che Roma non vuole scendere in campo, non intende prendere posizione sulla necropoli racchiusa in un parco da 22 ettari, circondata dal progetto edilizio. Nemmeno dopo i decreti firmati dal suo rappresentate in Sardegna, l'ex soprintendente ai Beni paesaggistici Fausto Martino, che il 12 settembre - prima di lasciare l'incarico al successore Gabriele Tola - aveva annullato due concessioni rilasciate dal Comune il 26 agosto. Annullati quegli atti, di certo via Roma si prepara ad una nuova istruttoria, anche perché su quei documenti Coimpresa intende fare battaglia e annuncia ricorsi, non solo in sede amministrativa. GLI INCONTRI. La prossima settimana potrebbe essere decisiva: martedì arrivano gli uomini di Sandro Bondi per un incontro con Comune, Regione, Coimpresa. Mercoledì si riunisce il Comitato di vigilanza sul rispetto dell'accordo di programma: il contratto siglato nel 2000 alla base dell'intervento edilizio ai piedi del colle. Tra decreti, atti e querele la parola di nuovo ai giudici Dopo l'uscita di scena dell'ex soprintendente ai Beni paesaggistici Fausto Martino, ora il clima è delle grandi attese. Il successore Gabriele Tola dovrà esaminare le concessioni che il Comune rilascerà ai vari lotti Coimpresa, da via Is Maglias fino a! colle di Tuvumannu. Ma non è chiaro se farà proprio l'orientamento del predecessore, con la benedizione de! direttore regionale del Paesaggio, Elio Garzillo. Martino aveva cassato due concessioni comunali del 26 agosto sulla base di riferimenti normativi articolati: anzitutto, il Piano paesaggistico che sarebbe preminente sui nulla osta paesaggistici già rilasciati dall'Ufficio tutela del Paesaggio. Perché - è la motivazione - in quella procedura del '99 la Soprintendenza sarebbe stata esclusa. Coimpresa contesta la legittimità dei decreti e annuncia un ricorso al Tar. Il Comune, per voce del sindaco Floris, va oltre, minacciando un esposto alla magistratura: nell'udienza sull'istanza del privato per sbloccare il cantiere dopo l'ultimo alt di Viale Trento, la Regione aveva prodotto una minuta dei decreti e non l'originale. Potrebbe essere questo il merito dell'esposto. Salvo accordi tra le parti, la parola passa - di nuovo - ai giudici.
SARDEGNA - L'Enalc in cambio di Tuvixeddu: fallisce la trattativa preliminare
Il Governatore Renato Soru ha proposto a Coimpresa quattro beni e 15 milioni di euro per liberare il sito Cualbu, dove si trova la necropoli punico-fenicia di Tuvixeddu-Tuvumannu. La Regione ha avanzato l'offerta, ma Coimpresa ha risposto che mancano i presupposti e ha richiesto una "compensazione" in denaro. Il modello Monopoli, che prevede l'acquisto dell'intero colle, non ha funzionato. Il Comune di Cagliari ha annullato due concessioni rilasciate dal Comune il 26 agosto, ma Coimpresa intende fare battaglia e annuncia ricorsi.
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