Positiva, per il ministro Sandro Bondi, la decisione della Biennale di riaprire nel Padiglione Italia, ai Giardini, l'Asac, l'Archivio Storico delle Arti Contemporanee, inaccessibile da più di 10 anni, anche perché «ciò permetterà di valorizzare una struttura che, al di fuori dei periodi di esposizione, al momento non è fruibile». Ma nella nota di apprezzamento diffusa ieri dall'ufficio stampa del ministero dei Beni culturali, non manca un pizzico di polemica nei confronti dell'istituzione veneziana. «Il mio auspicio - dice Sandro Bondi - è che presto, in questa sede rinnovata o in spazi equivalenti, possano trovare degna visibilità gli artisti italiani, non sufficientemente rappresentati da quando, nel 1999, le superfici del Padiglione Italia furono assegnate alla mostra internazionale». Il ministro ai Beni culturali non fa cenno all'ipotesi della Biennale di realizzare, per la prossima esposizione del 2009, il Padiglione italiano nella Sala d'armi sud all'Arsenale: «Sarebbe un po' più consistente», ha detto l'altro giorno il presidente della Biennale Paolo Baratta che, presentando il progetto di sistemazione del Padiglione Italia dove troverà posto, fondi permettendo visto che servono 2 milioni e mezzo di euro, l'Archivio storico con tutti i cataloghi e le riviste, aveva anche disegnato un possibile scenario di ricollocazione degli spazi: «C'è una bozza di progetto», aveva detto Baratta, sottolineando di aver già «colloquiato» al riguardo con il ministro. Ma il ministro di tutto ciò non dice una parola: Bondi "saluta con favore" la riapertura al pubblico dell'Asac e nella stessa nota lancia un forte richiamo perché alla prossima Biennale d'Arte ci sia una maggiore presenza di artisti connazionali. Baratta, dal canto suo, non coglie la vena polemica: «Mi sembra un segnale molto positivo l'attenzione che il ministro da al fatto che gli artisti italiani, soprattutto giovani, siano ben rappresentati».
Biennale. Bondi richiama Baratta: Più spazi per gli artisti italiani
Il ministro Sandro Bondi ha espresso un'opinione positiva sulla decisione della Biennale di riaprire l'Asac, l'Archivio Storico delle Arti Contemporanee, nel Padiglione Italia ai Giardini di Venezia. La struttura, inaccessibile da più di 10 anni, sarà valorizzata e gli artisti italiani, in particolare giovani, saranno rappresentati meglio nella prossima Biennale d'Arte. Il presidente della Biennale Paolo Baratta ha presentato un progetto di sistemazione del Padiglione Italia, che prevede la ricollocazione dell'Archivio storico e la realizzazione di uno scenario di esposizione.
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